giovedì 4 marzo 2010

l'attrazione dei pali

stasera, subito dopo lavoro sono andato fino a malpensa. a prendere un'amica che tornava da berlino e soprattutto per farmi un giro in macchina. aveva lasciato la macchina qui a milano e le chiavi a me. un mini viaggio in giro col buio e le luci per strada era quello che ci voleva.
col silenzio, da solo, senza musica nè altro. ne avevo proprio bisogno.

ogni volta che mi avvicino ad un aeroporto mi viene voglia di partire e nonostante il terminal 2 di malpensa sembri la stazione degli autobus di piove di sacco, anche questa volta, immancabile, ho sentito lo stimolo di partire. di prendere il primo volo per una città a caso. lontana ovviamente.

poi, però, penso che se dovessi partire veramente sarei senza soldi e senza mutande pulite. e quindi la voglia mi passa. ma prima o poi capiterà che mi ritroverò nelle vicinanze di un aeroporto con uno svariato numero di mutande pulite.

quello che è un po' mi è mancato nel mio mini-viaggio verso l'aeroporto è stata la possibilità di collegare il mio ipod all'autoradio. lo so, ho scritto qualche riga qui sopra della necessità di fare un miniviaggio in silenzio. lo so.
però all'altezza di lainate. anzi, un bel po' dopo lainate, uscito dal delirio della tangenziale, passata la paranoia di aver preso la strada sbagliata ho sentito la necessità e la voglia di sentire della musica. burt bacharach nello specifico. un compositore che ho scoperto per caso leggendo un racconto di uno scrittore giapponese poco meno di un mese fa.
il racconto comincia con una lettera in cui si parla di hamburger. infatti tornato a casa da malpensa mi sono tolto anche lo sfizio dell'hamburger.

sto divangando comunque.
io volevo solo dire che, una volta parcheggiato di fronte agli arrivi di malpensa, attendendo l'arrivo della mia amica, mi sono accorto che sono attratto dai pali e che negli ultimi 3 giorni ho rischiato di spaccarmi il naso almeno contro 10 di essi. forse di più.

mi sono accorto di non guardare la strada mentre cammino e di dirigermi sempre e con una precisione svizzera verso un palo. grande o piccolo che sia non ha importanza. li sento tutti e mi ci butto contro. poi non so perchè, all'ultimo momento me ne accorgo e li schivo.
tiro un sospiro di sollievo, penso alla figura di merda evitata e tiro dritto.
sempre a testa bassa.
contro il prossimo palo da evitare.

alla fine il cavo per ascoltare la musica non l'ho trovato. quindi non ho ascoltato bacharach.

lo ascolto ora, mentre stendo le mutande lavate...
...non si sa mai...


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