mercoledì 31 marzo 2010

io eritreo, tu eritrei, egli eritrea

pausa pranzo galeotta per me oggi.
due ore e mezzo di pausa pranzo per la verità.
una mia amica italo-eritrea si laureava festeggiando con un pranzo eritreo, appunto, in porta venezia...con gli amici più intimi...una trentina più o meno...alla faccia degli intimi.

l'appuntamento era davanti questo ristorante, l'Asmara. oltre a lei e a qualche altro amico arrivato in anticipo c'era la madre con la congrega di zii e parenti che osservavano dall'altra parte della strada. gente diretta, non c'è che dire.
quella zona di milano sembrava essersi trasformata in una bella napoli dei quartieri spagnoli con madre e zie che urlavano da dieci metri di distanza per comunicare con la figlia che di eritreo non ha praticamente nulla se non capelli e pelle.

una volta seduti a tavola tra parole in una lingua incomprensibile ecco che arrivano i piatti, pane spugnoso sormontato da carne e verdure.
posate nulle. e mi son sentito un po' a casa.
mangiare con le mani è un piacere che coltivo raramente per ovvi motivi di "etichetta" ma che mi piace assai.
all'urlo della mia amica wintana "africani e terroni mangiano così", mi sono fiondato sul cibo e ne sono uscito sporco ovunque.

avevo un appuntamento di lavoro in serata ma l'ho dovuto rimandare a domattina.



vorrei una piantina da far crescere in un barattolino di vetro ma non riesco a trovare i semi...
e intanto mi sto bloccando con la ricerca della casa.

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