venerdì 31 dicembre 2010
finisce così...
martedì 28 dicembre 2010
ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE.
grazie a dio non è la peggiore dell'anno altrimenti ci ritroveremmo tutti a lourdes a sciacquarci le palle con l'acqua santa.
è comunque la peggiore del mese e se si tiene presente che è anche la prima dell'ultima settimana dell'anno, questo fa pensare ad un fine 2010 coi fuochi d'orifizio.
cosa è successo...
in breve vi dico che:
ho pagato la rata dell'f24, anticipando quello che è il versamento IVA dell'anno prossimo.
ho ricevuto numero lettere una dall'agenzia delle entrate che lungi dal toccare i conti corrente di miliardariputtanieristronzidimmerda, vengono da me a farmi le pulci per un pagamento effettuato in ritardo risalente all'anno due zero zero nove. ottima annata per il vino tra l'altro, ma che mi costerà la bellezza di euro 1580 virgola sei zero.
giornata di schifo insomma, che ha incontrato una parabola di positività a cena. bis di primi, lenticchie, pollo, humus, vino, etc.
ma, appunto, una parabola, in quanto parabola, prima sale e poi, inesorabilmente, scende di nuovo.
quindi ecco che tornato a casa mi accorgo del misfatto. della beffa. del regalo di natale più schifoso di tutti.
mi accorgo, in breve, che mi hanno rubato la bicicletta.
forse sono brillo. forse non la vedo. forse l'ho spostata e non me lo ricordo, penso tra me e me molteplici volte.
mi strofino gli occhi e guardo meglio. dire che "non c'è" è quasi riduttivo. è sparita. volatilizzata. smaterializzata.
già il fatto che qualcuno mi rubi qualcosa fa sì che a me, i coglioni, mi girino per almeno otto/nove ore.
se poi capisco che è stata prelevata una bici direttamente da dentro il cortile allora ci rimugino e mi vengono i sospetti.
sospetti che ho, penso lucidamente, espresso su un fogliettino appeso lì dove il misfatto è stato compiuto.
fogliettino che non servirà di certo ma che almeno inaugura un nuovo blog interattivo e analogico, direttamente sui muri del cortile di casa.
si chiamerà "sputi sul muro".
e il primo post ufficiale, datato 27 dicembre, è questo.
martedì 21 dicembre 2010
in attesa col topo
in attesa dell'imminenterrima festa aziendal-fantozziana al plastic non c'è niente di meglio di una pessima puntata del cartone animato di rat-man con la voce brutta.
cena di natale
lunedì 20 dicembre 2010
ieri avevo la fissa.
Boardwalk Empire
domenica 19 dicembre 2010
il signore dei porcelli
buttare una domenica lavorando e uscire adesso dall'ufficio con qualche grado sotto zero mi fa venir voglia di accendere uno dei fiammiferi qui sopra per darmi fuoco. se non altro mi scaldo un po' mentre aspetto la metro.
sabato 18 dicembre 2010
la trilogia del comignolo.
venerdì 17 dicembre 2010
babbione
questo signore rosso ha appena chiamato il signore cane "babbione". il signore cane si è allora girato verso di me e si è fatto accarezzare.
arrivo
didascalia: la signora in fondo mi ha dato indicazioni in una lingua incomprensibile.
buona giornata.
secondo treno delle bestie
didascalia: il tipo un po' tagliato all'estremità destra del fotogramma sta per chiedermi se muuuu muuuuuuuu mu mu muuuuuu.
giovedì 16 dicembre 2010
solo i cinesi
penna brandizzata della pizzeria con kalendar tetesko 2011 2012 incorporato.
daje d'inchiostro.
genii.
ragnatela di ghiaccio
siccome in questi giorni a lavoro sto bestemmiando come un venditore di pesce chioggiotto, eviterò di iniziare questo post con un'offesa al nostro signore. devo ammettere, però, che, non appena ho letto sul display del telefono la temperatura di milano, la mia mente ha coniato un'imprecazione tale che se fosse stata urlata le campane della chiesa vicino avrebbero cominciato a suonare e i piccioni, qualora il freddo non gli avesse congelato le ali, avrebbero spiccato il volo come fossero un lenzuolo nero quando viene sistemato sul letto.
ho scritto un periodo talmente lungo che non ricordo più cosa volevo dire.
ah si, che fa freddo. ma ve ne sarete accorti da soli.
ho aspettato tantissimo questo freddo gelido. l'ho previsto e aspettato. e come spesso sta capitando quest'anno, son bravo nel prevedere le cose ma molto meno nel prepararmi ad affrontarle.
nel caso specifico oggi mi sono reso conto di non avere una giacca bella da usare per l'inverno gelido. ho solamente un banale, sbiadito, vecchio piumino.
tiene caldo e non ha ancora perso le piume di Archaeopterix (non riesco a mettere il link, chiedo scusa) però è oggettivamente brutto.
per non parlare dei pantaloni. tutti, praticamente e inesorabilmente adatti anche alla bella stagione.
quindi ecco quello che mi comprerei se avessi i soldi: numero uno o due pantaloni.
numero uno giacca calda e poco voluminosa.
numero due tette (calde anch'esse) che mi aspettino a casa dove infilare la mia faccia per scaldarmi le gote fredde.
fredde.
a parte il fatto di essere arrivato impreparato al santo inverno, sono contento di queste temperature siberiane e delle ragnatele che forma.
fredde.
mercoledì 15 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
ansia da bar
buongiorno signore.
vuole l'acqua signore?
cosa desiderate sognorine?
tre marocchini?
ecco il suo caffé signore.
arriva subito anche l'acqua.
lei signora?
ecco il suo macchiabile signora.
arrivederci signore.
lunedì 13 dicembre 2010
amplesso, complesso e perplesso
domenica 12 dicembre 2010
"l'odio di noi bambini"

vedete quella specie di retina in primo piano nella foto?
lo scacciapenzieri
giovedì 9 dicembre 2010
being cool nowadays
martedì 7 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
Autobus ripieno e il bolo canterino
Dell'alienazione dell'uomo ne han già scritto gli inglesi dopo la rivoluzione industriale. Erano scrittori bravi, gli inglesi. Lungi da me quindi affrontare un tema che qualcun altro ha già affrontato anche molto bene.
Mi dedicherò solo al lasso di tempo che va dalla mia autoespulsione da casa fino all'arrivo in metropolitana. Un lasso di tempo che abbraccia 20 minuti della mia vita che non torneranno più indietro.
In realtà vorrei concentrarmi sullo specifico autobus e ancor più specificamente sui germi che lo popolavano stamattina...la gente. Animali spauriti e ammassati, uno di fianco all'altro, che non parlano tra loro...mugugnano.
Mugugnano quando salgono.
Mugugnano per dire che devono scendere.
Mugugnano per arrivare all'obliteratrice.
Tutte azioni che diventerebbero molto più semplici di quanto non lo siano già se si scandisse in modo cordiale e limpido un altrettanto semplice "permesso".
Ma alla gente non va di parlare. Alla gente va di mugugnare e quindi una situazione che sarebbe facile da gestire dicendo semplicemente "scusi ma lei e il suo corpo vi siete adagiati sul mio piede" si traduce in "umpf, ma...ah! uff mumph" con spintone finale dato a caso all'ammasso di gente appesa ai pali rossi approfittando di una frenata o di una curva...scatenando ovviamente una reazione a catena di mugugnii.
Proprio i pali rossi del bus hanno risvegliato inaspettatamente l'interesse di questo ammasso di persone talmente schiacciato che sembrava una tartare di manzo durante la masticazione. Dicevo dei pali rossi. Ad un certo punto uno di questi si è staccato dal suo supporto sul soffitto del mezzo suscitando un'euforia e una gioia negli occhi della gente che nemmeno l'arcangelo gabriele quando ha dato la lieta novella a fantozzi.
una volta tornato il silenzio, un bolo in mezzo a tanti altri, ha cominciato a canticchiare una canzone tra i denti. era una canzone triste e lei era una signora rumena.
accompagnato dalle note appena abbozzate mi son goduto la vista di quelle persone silenziose e ondeggianti.
mi sono sentito un po' un deportato e ho pensato ad una cosa che non si può dire.
mercoledì 1 dicembre 2010
Neve e soldi
Oggi, cazzo, mi sono svegliato felice.
A me, vaffanculo, la neve piace e io ho deciso che metterò almeno una cazzo di parolaccia in ogni frase, tra un punto fermo e un altro.
Mi ha svegliato quella merda di telefono, era un mio collega molto alto e voleva assicurarsi che fossi sveglio e diretto verso quella zona orrida di milano che è viale padova. Ovviamente solo la mia mmmminchia era sveglia, pronta per il patriotico alzabandiera mattutino.
"imperello sta a nevihà!" mi dice saltando qualsiasi cosa abbia la forma di una "C".
"E io come cristo porco arrivo a lavoro?!" ribatto già convinto che la demenza dei milanesi abbia bloccato qualsiasi strada e mezzo di comunicazione...cosa che in realtà, e con sorpresa somma, non è successo.
Una volta uscito mi sono ritrovato sotto una cascata di fiocchi di neve grossi come i coglioni di uno yeti. Qualcuno definisce i fiocchi di neve anche come "penne di un pollo spennato da cristo" se non ho letto male. Io però, non avendo tale elegantia, uso le mie definizioni un po' più terra terra.
Vabbè comunque questi fiocchi da due etti l'uno mi hanno messo felicità cristodio.
So già che entro due ore li odierò e pregherò il dio che faccia smettere di nevicare.
Però ora mi piace questa neve...e dato che stamattina è arrivato il bonifico sul mio conticino, la neve mi piace ancora di più...



















