venerdì 31 dicembre 2010

finisce così...

...un anno di merda.

no discorsi.

no morale.

no insegnamenti.

solo lui, che per mesi ho cercato senza successo...fino a oggi.

segno del destino.

con tanti auguri.



martedì 28 dicembre 2010

p.s.:

apprendo ora dal sito repubblica punto ittì che il mio amore natalie portman attende un bimbo da un coreografo.

i coreografi hanno il pisell0?

questo mi chiedo mentre mi struggo al pensiero di tale avvenimento.

che giornata di merda.
decisamente.

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE.

è dunque di oggi la notizia che lunedì 27 dicembre è la giornata più merdosa dell'intero mese di dicembre.

grazie a dio non è la peggiore dell'anno altrimenti ci ritroveremmo tutti a lourdes a sciacquarci le palle con l'acqua santa.
è comunque la peggiore del mese e se si tiene presente che è anche la prima dell'ultima settimana dell'anno, questo fa pensare ad un fine 2010 coi fuochi d'orifizio.

cosa è successo...

in breve vi dico che:

ho pagato la rata dell'f24, anticipando quello che è il versamento IVA dell'anno prossimo.

ho ricevuto numero lettere una dall'agenzia delle entrate che lungi dal toccare i conti corrente di miliardariputtanieristronzidimmerda, vengono da me a farmi le pulci per un pagamento effettuato in ritardo risalente all'anno due zero zero nove. ottima annata per il vino tra l'altro, ma che mi costerà la bellezza di euro 1580 virgola sei zero.

giornata di schifo insomma, che ha incontrato una parabola di positività a cena. bis di primi, lenticchie, pollo, humus, vino, etc.

ma, appunto, una parabola, in quanto parabola, prima sale e poi, inesorabilmente, scende di nuovo.

quindi ecco che tornato a casa mi accorgo del misfatto. della beffa. del regalo di natale più schifoso di tutti.

mi accorgo, in breve, che mi hanno rubato la bicicletta.

forse sono brillo. forse non la vedo. forse l'ho spostata e non me lo ricordo, penso tra me e me molteplici volte.

mi strofino gli occhi e guardo meglio. dire che "non c'è" è quasi riduttivo. è sparita. volatilizzata. smaterializzata.

già il fatto che qualcuno mi rubi qualcosa fa sì che a me, i coglioni, mi girino per almeno otto/nove ore.
se poi capisco che è stata prelevata una bici direttamente da dentro il cortile allora ci rimugino e mi vengono i sospetti.

sospetti che ho, penso lucidamente, espresso su un fogliettino appeso lì dove il misfatto è stato compiuto.

fogliettino che non servirà di certo ma che almeno inaugura un nuovo blog interattivo e analogico, direttamente sui muri del cortile di casa.

si chiamerà "sputi sul muro".

e il primo post ufficiale, datato 27 dicembre, è questo.


martedì 21 dicembre 2010

in attesa col topo

in attesa dell'imminenterrima festa aziendal-fantozziana al plastic non c'è niente di meglio di una pessima puntata del cartone animato di rat-man con la voce brutta.

il cane bagnato.

la

storia

del

povero

cane

sotto

la

pioggia.

prossimamente,
se mi ricorderò.

cena di natale

...giusto per far capire come mi sento in questo momento.




stasera sono andato in fissa con un verbo della congiuntiva specie.
chissà a cosa tocca domani.

dormo.


lunedì 20 dicembre 2010

ah...

...e ho sempre più capelli bianchi.

ieri avevo la fissa.

ieri avevo una fissa. un chiodo in testa di quelli pesanti, ovvero il tartufone motta ciocco noir.


mia madre me l'ha portato questa fine settimana e io, da buon figliuolo scettico l'ho snobbato per due giorni interi.
chiedo scusa alla Motta per questo.

ieri, tornato a casa dopo una giornata di lavorodimerdaestenuantedimerdadinuovo, l'ho visto lì e ho voluto dargli una chance.

delirio, estasi. morbidezza.

la scioglievolezza del lindt non è un cazzo a confronto.

un capolavoro di ingegneria cioccolataia.

stamattina, invece, mi gira il culo a mille.

ho detto culo? ops.

un lunedì peggiore non mi capitava dai tempi di...da poco in effetti.
ma svegliarsi leggendo mail con richieste assurde di modifiche di un lavoro appena fatto (per gentilezza, tra l'altro) e soprattutto con l'f24 da pagare entro il 27 corrente mese, come dire, fanno fare un tuffo al cuore di quelli che solo da bambini si riuscivano a fare. a bomba, di quelli che fanno tanti schizzi e fanno arrabbiare i vecchi.

quindi ora, alle 12.34 del santissimo lunedi che precede l'altrettanto santissimo natale, io sono incazzato come una bestia e odio tutti.

tutti.
come sempre, del resto.

peccato che io abbia finito tutto il tartufoneciocconoiraicereali.



Boardwalk Empire

vista la prima puntata di questa serie,
non posso non dire che io a Scorsese gli voglio bene.
ma bene davvero.

dormo più sereno ora.

domenica 19 dicembre 2010

il signore dei porcelli

buttare una domenica lavorando e uscire adesso dall'ufficio con qualche grado sotto zero mi fa venir voglia di accendere uno dei fiammiferi qui sopra per darmi fuoco. se non altro mi scaldo un po' mentre aspetto la metro.

sabato 18 dicembre 2010

la trilogia del comignolo.


questa casa in tre è invivibile.
sono seduto sulla mia poltroncina ikea (di cui vado molto fiero), più precisamente su due cappotti. nessuno dei quali mio.

voglio comprarmi qualcosa che si addica alla mia statura di nano e stare con gente che mi stia simpatica. gente tranquilla.


venerdì 17 dicembre 2010

babbione

questo signore rosso ha appena chiamato il signore cane "babbione". il signore cane si è allora girato verso di me e si è fatto accarezzare.

arrivo

didascalia: la signora in fondo mi ha dato indicazioni in una lingua incomprensibile.
buona giornata.

secondo treno delle bestie

didascalia: il tipo un po' tagliato all'estremità destra del fotogramma sta per chiedermi se muuuu muuuuuuuu mu mu muuuuuu.

primo treno delle bestie

didascalia: la capo bestiame si prepara all'avviamento a spinta.

buio. freddo. presto.

giovedì 16 dicembre 2010

solo i cinesi

penna brandizzata della pizzeria con kalendar tetesko 2011 2012 incorporato.
daje d'inchiostro.

genii.

ragnatela di ghiaccio

siccome in questi giorni a lavoro sto bestemmiando come un venditore di pesce chioggiotto, eviterò di iniziare questo post con un'offesa al nostro signore. devo ammettere, però, che, non appena ho letto sul display del telefono la temperatura di milano, la mia mente ha coniato un'imprecazione tale che se fosse stata urlata le campane della chiesa vicino avrebbero cominciato a suonare e i piccioni, qualora il freddo non gli avesse congelato le ali, avrebbero spiccato il volo come fossero un lenzuolo nero quando viene sistemato sul letto.

ho scritto un periodo talmente lungo che non ricordo più cosa volevo dire.

ah si, che fa freddo. ma ve ne sarete accorti da soli.
ho aspettato tantissimo questo freddo gelido. l'ho previsto e aspettato. e come spesso sta capitando quest'anno, son bravo nel prevedere le cose ma molto meno nel prepararmi ad affrontarle.
nel caso specifico oggi mi sono reso conto di non avere una giacca bella da usare per l'inverno gelido. ho solamente un banale, sbiadito, vecchio piumino.
tiene caldo e non ha ancora perso le piume di Archaeopterix (non riesco a mettere il link, chiedo scusa) però è oggettivamente brutto.

per non parlare dei pantaloni. tutti, praticamente e inesorabilmente adatti anche alla bella stagione.

quindi ecco quello che mi comprerei se avessi i soldi: numero uno o due pantaloni.
numero uno giacca calda e poco voluminosa.
numero due tette (calde anch'esse) che mi aspettino a casa dove infilare la mia faccia per scaldarmi le gote  fredde.

fredde.

a parte il fatto di essere arrivato impreparato al santo inverno, sono contento di queste temperature siberiane e delle ragnatele che forma.

fredde.

mercoledì 15 dicembre 2010

faker

con sto freddo uno col nome così ci sta.

martedì 14 dicembre 2010

ansia da bar

buongiorno signore.
vuole l'acqua signore?
cosa desiderate sognorine?
tre marocchini?
ecco il suo caffé signore.
arriva subito anche l'acqua.
lei signora?
ecco il suo macchiabile signora.
arrivederci signore.

lunedì 13 dicembre 2010

amplesso, complesso e perplesso

l'amplesso, il complesso e l'essere perplesso spesso viaggiano insieme fianco a fianco.

magari non in quest'ordine però è una triade che, per quanto mi riguarda, è inscindibile.
per molti magari si riduce ad un binomio, composto da amplesso e complesso...non necessariamente in quest'ordine.

forse l'essere perplessi riguarda solo me.
prima c'è il complesso, poi l'amplesso e poi, inevitabilmente, rimango perplesso.

non sempre, ma alle volte si.

come l'ultima volta, per esempio. sono rimasto super perplesso.

o come oggi, che ho saputo di un collega morto. 39 anni. infarto.

l'avevo visto a roma due settimane fa esatte.
"corro che devo girare! ci vediamo presto!"

che cazzo corro.

dove
cazzo
corro.

il 2010 fa schifo. penso sia l'anno peggiore del mondo.
peggio anche dell'anno in cui mi sono rotto sopra l'occhio e mi è uscito un botto di sangue...anche perché ero contento di essermi rotto l'occhio e di poter mostrare una cicatrice nuova.

ho mai parlato in codesta sede del mio amore per le cicatrici?
forse no. lo farò di certo in futuro.

sono perplesso (in questa caso, però, senza complesso né amplesso) anche perché mi viene detto che la ragazza di mio fratello sa leggere il futuro.
non nel vero senso della parola...in senso molto generico. cioè, sa dire se sarà o no il momento propizio per fare una determinata cosa.

forse mi sono espresso male. vado con un esempio.

per esempio, appunto:

premessa...mio fratello organizza un capodanno a stoccolma con un suo amico.

svolgimento...ne parla con la ragazza circa un mese fa e lei gli dice che dicembre non è un buon periodo per la svezia.

epilogo...qualche giorno fa scoppia una bomba a stoccolma.

conseguenza...io rimango perplesso e chiedo se posso essere letto e indicato da Aya, la ragazza di mio fratello, appunto.

lei cmq sta imparando da una vecchina. la vecchina di fiducia cui Aya e famiglia si rivolgono ogni qualvolta vogliano sapere se è il momento o no di fare una determinata cosa.
non vedo l'ora di conoscerla quando andrò in giappone.

solitamente, arrivato a questo punto del post mi guardo indietro e mi chiedo perché cazzo continuo a scrivere stronzate e non decido di chiudere questo blog.

poi tale pensiero mi destabilizza. mi dico "adesso no". e saluto "tutti".
notte.

domenica 12 dicembre 2010

"l'odio di noi bambini"


vedete quella specie di retina in primo piano nella foto?

è il mio cappello.

"ah ma tu sei uno di quei pirla che si tiene il cappello in casa?"

"si, oggi si".

non l'ho mai fatto in effetti, oggi è la prima volta.
l'ho tenuto per tutto il giorno e penso che non vorrò togliermelo mai più perché è un bel cappello. caldo soprattutto.
viene dal giappone e ho paura che togliendomelo la mia testa possa cominciare a sentire freddo.
inoltre per scattare questa foto da solo mi sono slogato entrambe le spalle quindi evitiamo critiche per favore.

comunque, sebbene sia praticamente invisibile, il soggetto di questa foto non è il mio cappello ma il piatto, quella cosa sfocata appoggiata sul tavolo (ora che vedo bene la foto, è tutto sfocato, ma il piatto lo è di più).

dicevo che il soggetto è il piatto. stasera infatti mi sono prodigato nella cottura di una cosa che non pensavo avrei mai cucinato di mia spontanea volontade. parlasi del cavolfiore.

io odio il cavolfiore per via della sua forma. è brutto. sembra un grosso fungo deforme e bitorzoluto. sembra un porro da asportare. sembra un vegetale pieno di veleno.
in più quando lo fai bollire, puzza.

il fatto è che io ogni tanto soffro di sdoppiamento della personalità. il mio doppio si chiama francesco, come me.
di solito lo tengo incatenato nella cantina del mio io. è una bella cantina, pulita e ordinata. per questo lui non tenta mai di liberarsi, sta lì comodo comodo. mangia quello che voglio io e legge e pensa. ascolta la musica. insomma, si fa i fatti suoi di continuo. ogni tanto però, quando sono più rilassato come oggi, mi fotte. si alza dal divano, apre la finestra molto silenziosamente, si affaccia sul cortile comune tra i due "io" e comincia ad urlare quello che vuole così tanto forte che poi eseguo ogni suo desiderio.

due anni fa, ricordo, si è affacciato mentre l'altro "io" dormiva e ha urlato "voglio la batteriaaaaaaaaa".
e così è stato, ho comprato la batteria elettronica.

dopodiché silenzio.

fino a quest'estate quando ha detto

"voglio l'ukuleleeeeeeeee". e ukulele è stato.

silenzio ancora.

oggi pomeriggio, accortomi di non avere praticamente nulla nel frigorifero se non un barattolo di marmellata, mi sono vestito da barbone affamato e sono andato al carrefour che sta proprio sotto casa e che per grazia divina era aperto.

arrivato al reparto verdure sento una finestra che si apre.
non viene oliata da tempo quindi ormai si sente quando viene aperta.

insomma sento questo cigolìo e mi agito un po'. mi chiedo quale richiesta assurda possa mai fare il mio secondo "io"...alla fine l'ukulele gliel'ho comprato solamente a luglio di quest'anno...5 mesi fa...non può già avere altre richieste.

"voglio il cavolfiore con la pastaaaaaaaaaaaaa"

ok. ok. calma.
faccio finta di nulla e tiro dritto per andare verso il reparto "stronzate" del supermercato.

"cavolfiori cavolfiori cavolfiori cavolfiori cavolfiori cavolfiori"

ssshhhhh

mi muovo con disinvoltura tra gli scaffali ignorando ogni richiesta insensata come quella del cavolfiore. cocopops (che finalmente sono tornati sugli scaffali del mio supermercato con mia somma gioia), formaggio, dentifricio, pomodori, panebirraclementinenoci. la voce finalmente tace. non ho sentito richiudere la finestra ma poco importa, non la sento e tanto basta. forse sta fumando e lascia aperto per far cambiare l'aria.

"cavolfiori", leggo sul cartello di fronte a me.
senza che me ne accorgessi mi sono ritrovato davanti allo scaffale del tanto odiato vegetale.
è ovvio che il mio "altro io" deve aver sperimentato nuove tecniche in questi mesi.

per un attimo esulto...lo scaffale è vuoto. la gente ha consumato tutti i cavolfiori.
tutti tranne uno che si nascondeva ben bene tra le zucchine.

non ho scelta, lo prendo. lo peso. lo pago.

insomma tutta questa tiritera per dire che ho fatto la pasta con i cavolfiori stasera.
mi è venuta anche meglio di quanto avessi previsto.

è quella nel piatto che poggia sul tavolo. il pacco di pane sulla destra è il pane finto della mulino bianco...anzi del carrefour...quindi forse ancora più finto.
è pane finto ai cereali e a me piace.

insomma voi non ne capite l'importanza. ma io mi sono cucinato la pasta coi cavolfiori. quella che mia mamma ancora oggi cerca di propormi ogni volta che torno a casa e che io ogni altrettanta volta, seccato, rifiuto urlando "mamma, ma tu sai che a me i cavolfiori non piacciono!".

ecco...oggi potrebbe essere una giornata storica.
se dicessi questo a mia mamma, lei forse potrebbe avere una reazione fuori dal mondo. potrebbe ordinare un bastimento carico carico di c...

"cavolfiori!"
"bravo"

e farmeli mangiare tutti per natale.

quindi io personalmente tacerò. almeno per stasera.

sento che l'altro mio "io" ha richiuso la finestra.
posso stare tranquillo, quindi, che anche lui non parlerà...

almeno per qualche mese...










lo scacciapenzieri

dirò una banalità.
una grossissima banalità eh?

no vabbè mi sono già rotto il cazzo di scrivere.

dico solo che ho visto il film di woody allen che mi ha fatto non dico schifo ma quasi.
e che sul tram per tornare a casa c'era una tizia che suonava lo scacciapensieri.

è quella col piumino rosso.

li avrà anche scacciati ma li ha fatti venire a me.

notte.




giovedì 9 dicembre 2010

being cool nowadays




a parte che la parola "nowadays" mi ha sempre spaccato per quanto bella è.
secondo me è bellissima.

come "mondegreen". mondegreen oltre che bella è anche geniale.

comunque tutto questo non c'entra nulla con quello che voglio dire.

quello che voglio dire è che, secondo me, la nuova tendenza che si profilerà da qui a breve in milano tra i giovani nullafacenti, è quella di dire di svegliarsi prestissimo la mattina anche quando non è vero...anzi, soprattutto quando non è vero.

tipo:

"oh ma tu a che ora ti sei svegliato stamattina?"

"eh, alle sei e mezzo"

"alle sei e mezzo?! ma sei pazzo?! che dovevi fare?"

"no niente, mi sveglio spontaneamente così tutti i giorni"

"senza sveglia?"

"esatto, senza sveglia"

"ma perchééééééééééé??????!!!!!"


ora, sperando di sbagliarmi grossolanamente, anche perché azzeccare una tendenza di questo tipo vorrebbe dire, per me, ottenere fama e gloria per i prossimi 35 anni con tanto di laurea ad honorem allo ied, penso, stavolta seriamente, che svegliarsi prestissimo la mattina sia una cosa fica, con la "c". non tanto per il fatto di essere cool ma perché così almeno ti svegli, ascolti una canzone e non cominci la giornata correndo...che credo non faccia poi così bene.

quindi io piano piano vorrei cominciare a svegliarmi sempre prima.
stamattina ho puntato la sveglia alle sette e mezzo, per esempio.

"che orario del cazzo, mi sveglio anche io alle sette e mezzo ogni giorno"

eh ho capito però io no...per me le sette e mezzo sono l'alba.
considerate che non mi sveglio alle sette e mezzo da quando andavo al liceo.

vorrei arrivare a puntare la sveglia almeno alle sette nonostante il massimo sarebbero le sei e mezzo.

vabbè non posso dilungarmi perché nonostante mi sia svegliato un'ora prima del solito sono già in ritardo per andare a lavoro.

viva.




martedì 7 dicembre 2010

vuotamilano.

non c'è un cane di nessuno...e oggi ho promesso che non bestemmio a lavoro.

giovedì 2 dicembre 2010

Autobus ripieno e il bolo canterino

Dell'alienazione dell'uomo ne han già scritto gli inglesi dopo la rivoluzione industriale. Erano scrittori bravi, gli inglesi. Lungi da me quindi affrontare un tema che qualcun altro ha già affrontato anche molto bene.

Mi dedicherò solo al lasso di tempo che va dalla mia autoespulsione da casa fino all'arrivo in metropolitana. Un lasso di tempo che abbraccia 20 minuti della mia vita che non torneranno più indietro.

In realtà vorrei concentrarmi sullo specifico autobus e ancor più specificamente sui germi che lo popolavano stamattina...la gente. Animali spauriti e ammassati, uno di fianco all'altro, che non parlano tra loro...mugugnano.

Mugugnano quando salgono.
Mugugnano per dire che devono scendere.
Mugugnano per arrivare all'obliteratrice.

Tutte azioni che diventerebbero molto più semplici di quanto non lo siano già se si scandisse in modo cordiale e limpido un altrettanto semplice "permesso".

Ma alla gente non va di parlare. Alla gente va di mugugnare e quindi una situazione che sarebbe facile da gestire dicendo semplicemente "scusi ma lei e il suo corpo vi siete adagiati sul mio piede" si traduce in "umpf, ma...ah! uff mumph" con spintone finale dato a caso all'ammasso di gente appesa ai pali rossi approfittando di una frenata o di una curva...scatenando ovviamente una reazione a catena di mugugnii.

Proprio i pali rossi del bus hanno risvegliato inaspettatamente l'interesse di questo ammasso di persone talmente schiacciato che sembrava una tartare di manzo durante la masticazione. Dicevo dei pali rossi. Ad un certo punto uno di questi si è staccato dal suo supporto sul soffitto del mezzo suscitando un'euforia e una gioia negli occhi della gente che nemmeno l'arcangelo gabriele quando ha dato la lieta novella a fantozzi.

una volta tornato il silenzio, un bolo in mezzo a tanti altri, ha cominciato a canticchiare una canzone tra i denti. era una canzone triste e lei era una signora rumena.

accompagnato dalle note appena abbozzate mi son goduto la vista di quelle persone silenziose e ondeggianti.

mi sono sentito un po' un deportato e ho pensato ad una cosa che non si può dire.




mercoledì 1 dicembre 2010

Neve e soldi

Oggi, cazzo, mi sono svegliato felice.
A me, vaffanculo, la neve piace e io ho deciso che metterò almeno una cazzo di parolaccia in ogni frase, tra un punto fermo e un altro.
Mi ha svegliato quella merda di telefono, era un mio collega molto alto e voleva assicurarsi che fossi sveglio e diretto verso quella zona orrida di milano che è viale padova. Ovviamente solo la mia mmmminchia era sveglia, pronta per il patriotico alzabandiera mattutino.

"imperello sta a nevihà!" mi dice saltando qualsiasi cosa abbia la forma di una "C".

"E io come cristo porco arrivo a lavoro?!" ribatto già convinto che la demenza dei milanesi abbia bloccato qualsiasi strada e mezzo di comunicazione...cosa che in realtà, e con sorpresa somma, non è successo.

Una volta uscito mi sono ritrovato sotto una cascata di fiocchi di neve grossi come i coglioni di uno yeti. Qualcuno definisce i fiocchi di neve anche come "penne di un pollo spennato da cristo" se non ho letto male. Io però, non avendo tale elegantia, uso le mie definizioni un po' più terra terra.

Vabbè comunque questi fiocchi da due etti l'uno mi hanno messo felicità cristodio.

So già che entro due ore li odierò e pregherò il dio che faccia smettere di nevicare.

Però ora mi piace questa neve...e dato che stamattina è arrivato il bonifico sul mio conticino, la neve mi piace ancora di più...