domenica 28 marzo 2010

campagna elettorale di campagna

oggi, una volta arrivato a casa dall'ospedale, mi sono rilassato un po' sul divano per poi crollare letteralmente dal sonno. ma sono già andato troppo avanti con la storia.
dicevo, mi sono rilassato sul divano quando suonano al citofono.

"chi è?"
"si salve, sono la signora rubin, ci sono i genitori? sei pasquale?"
"no"
"sei francesco"
"si".

"senti, volevo così, ricordarvi prima di andare a votare che ecco, c'è una persona che volevo promuovere. una persona leale, onesta, che fa bene il suo lavoro. il signor pipitone"

"scusi ma lei chi è?"
"la signora rubin, forse ti ricorderai che quando eravate piccoli vi portavo le uova di pasqua".

eccome se me le ricordavo.
ecco a cosa servivano 14 anni di uova di pasqua piene di ornamenti di zucchero e ripiene di sorpresine da bambina.
non era un semplice pensiero.
non era un semplice segno di riconoscenza che so, perché mio padre aveva curato qualche morente.
no, tutto era proiettato verso questa giornata. verso queste elezioni. questa candidatura.
una leccata di culo lunga 14 anni per poi venire a chiedere un voto al citofono...

eccolo il mitico pipitone. dentro la cassetta della posta.


no, questo sono io, pardòn.
eccolo il pipitone.


detto questo, oggi ho scritto ad un signore. lui sì un signore serio che fa il suo lavoro da dio.
e spero tanto che mi risponda. sul serio.


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