mercoledì 28 dicembre 2011

blogghettino

tuttoquellochehoimperato.wordpress.com

lunedì 18 aprile 2011

cuore di sugo

mercoledì 16 marzo 2011

Ricomincio

La pulizia delle strade con la pioggia ha un che di giapponese.

E con questo riprendo in mano il blog.
Scusate l'attesa, inesistenti lettori.

venerdì 4 febbraio 2011

i don't car(i)e

dunque,

ho impiegato una cosa come 56 minuti a fare la cronaca del film che sto guardando: "american life" di sam mendes.

e poi ho cancellato tutto perché non aveva senso. o forse si.

per quanto mi riguarda vorrei qualche stronzo con cui litigare.

confido in domani.


giovedì 20 gennaio 2011

il primo post dell'anno, con tanto ritardo

non riesco a dormire e quindi scrivo il primo post dell'anno.

il primo post dell'anno arriva con tanto ritardo.

il perché me lo chiedo da giorni.

perché non sto scrivendo?
probabilmente è la voglia che mi manca. o le idee. o forse non ci penso. o forse sono stanco.

la stanchezza ha giocato un ruolo fondamentale in effetti.

è dall'inizio di questo 2011 che sono particolarmente stanco.
ora un po' meno ma fino a due o tre giorni fa arrivavo alle otto di sera con una stanchezza in corpo di dimensioni bibliche.

non è questo che voglio dire.

voglio parlare di incidenti.

stasera infatti ne ho visto uno, mentre rientravo a casa.
è successo proprio in via procaccini, di fronte al cancello di entrata di casa mia.
pare che due macchine abbiano fatto un frontale. stavano tutti bene ma gli airbag erano esplosi e ad una macchina mancava la ruota davanti. la anteriore sinistra, se proprio volete saperlo.
per un attimo ho pensato alle auto a napoli. quelle che si trovano parcheggiate su quattro mattoni di tufo, senza tutte le ruote, perché rubate.
mi son sempre chiesto come facessero, i ladri di napoli, a rubare tutte e quattro le ruote delle macchine. insomma, è un'operazione piuttosto complicata: prendi il crick, alza un lato della macchina, leva la ruota uno, poi la ruota due, posiziona i mattoni, abbassa la macchina, sposta il crick dall'altro lato, rimuovi le altre due ruote, riposiziona altri due mattoni, abbassa la macchina e scappa.

laborioso.

come un'operazione del genere non possa dare nell'occhio mi sembra impossibile. che poi "le macchine di napoli parcheggiate sui mattoni"...come se ce ne fossero centinaia.
personalmente forse non ne ho mai viste. forse una. ma forse me lo sto immaginando.

un poliziotto diceva al conducente di una delle due vetture, difficile dire quale, "adesso mentre si calma...". e il tipo mi sembrava ubriaco. ma in realtà beveva acqua. ho pensato la bevesse per tentare di passare l'alcol test...ma la cosa aveva poco senso. aveva poco senso tentare di fregare il poliziotto che gli stava proprio di fianco. ma ormai ero nel binario del "quell'uomo sembra ubriaco" e tutto ruotava intorno alla sua ubriachezza. quindi sono convinto che ora sia stato portato in cella per la classica notte al fresco.

e di fresco ce n'è parecchio.

ma non volevo raccontare nulla di tutto ciò.
volevo raccontare che questa scena me ne ha fatta venire in mente un'altra, totalmente e incredibilmente surreale...che potrebbe essere l'inizio di una storia.

una storia che comincia così:

a parigi ci sono tante strade. stradoni, viali, rampe, strade pedonali e stradine trafficate.
queste ultime sono molto strette. ci passa appena una macchina. una bici, se tentasse di affiancare, poniamo, una piccola jeep beige, avrebbe certamente la peggio. anche perché queste stradine, una in particolare, ha dei paletti di ferro ai lati che la rende ancora più stretta di quanto non fosse in origine.
ovviamente, se una jeep beige si trovasse a passare per una di queste stradine non potrebbe mantenere una velocità sostenuta. sarebbe rischioso e contro la legge. e se la legge non vogliamo tenerla in considerazione, rimane sempre il rischio.
insomma, una persona in giacca e cravatta, una persona elegante e all'apparenza molto calma, non è certo il tipo di individuo che premerebbe mai a tavoletta l'acceleratore in una condizione del genere. magari in autostrada sì, sebbene la sua piccola jeep beige non credo sarebbe in grado di raggiungere i 130km orari. ma in una stradina del genere no. nel modo più assoluto.
eppure quest'uomo, in completo beige e dalla pancia rotonda, l'ho visto strisciare fuori dalla sua piccola jeep. era a terra, e stava uscendo dal finestrino della vettura, per poi mettersi sdraiato per farsi controllare dagli infermieri appena scesi dall'ambulanza.
avete letto bene? strisciava fuori dal finestrino. non stava semplicemente uscendo dal finestrino ma lo stava attraversando strisciando sulla schiena. questo dovrebbe suggerirvi qualcosa. che la macchina era capovolta sotto-sopra per esempio. la povera piccola jeep beige era a testa in giù, in una minuscola stradina di parigi. una traversa di una strada piena di bei negozi.
ora ricordate che vi ho raccontato dei paletti? bene, io li ho guardati attentamente quei paletti. erano intatti. non avevano segni né graffi né erano piegati o rovinati in alcun modo. eppure la jeep beige avrebbe dovuto sbatterci contro come minimo. inoltre il tettuccio non era particolarmente schiacciato e il vetro grande davanti non era rotto, non che io ricordi. quindi la macchina non poteva essere caduta dall'alto. se fosse successo, il conducente, poi, non sarebbe uscito sulle sue braccia da lì dentro. se fosse successo, poi, si sarebbe posta la questione sul come la macchina fosse finita lì in alto prima di ripiombare giù. e toglietevelo dalla testa: nessuno dei due palazzi alla destra e alla sinistra della piccola stradina parigina erano dei garage.
allora, a distanza di tanti anni mi chiedo ancora: come ha fatto la jeep a ritrovarsi in quella posizione?
e come mai in questo mio ricordo tutto ha un colore beige?