c'è mio cugino a casa e dopo una giornata di lavoro estenuante siamo andati a cena insieme con qualche amico.
non è una grossa novità andare a mangiare al ristorante cinese. ci sono andato mille volte. vivendo in prossimità di un quartiere cinese, poi, diciamo che è inevitabile.
questo ristorante, alla fine di paolo sarpi, mi è stato venduto come il migliore della zona. di fatto è solo più cinese di altri. si mangiano orecchie di maiale, trippa di bovino col sangue e altre cose che a noi occidentali fanno impressione. e siccome io sono occidentale ho ordinato il solito riso ai gamberi, con i soliti spaghetti, con i soliti ravioli al vapore, con il solito pollo e via dicendo.
non ho mangiato tutto io. abbiamo diviso tra tutti quelli che eravamo ovviamente e abbiamo banchettato come fossimo davanti ad un ricco buffet.
fumando.
sì, perchè in questo ristorante si può fumare al chiuso, mentre un megaschermo manda canzoni cinesi che emulano laura pausini, vasco rossi e compagnia bella (non cantava nessuno, ma di fatto c'è anche la possibilità di organizzare simpatiche serata karaoke con gli amici...ammesso che si sappia leggere il cinese).
tornando a casa sotto la pioggia me ne sono uscito con una riflessione...e cioè che in italia, paradossalmente, i cinesi sembrano molto più integrati che a new york. parlare con un cinese di chinatown a new york, infatti, per me è stata un'impresa impossibile.
qui a milano, invece, sembrano leggermente più aperti, più cordiali. si fanno sempre e solo allegramente i cazzi propri, però per lo meno ti sorridono se vai nei loro negozi o nei loro ristoranti. più semplicemente emettono parole. mentre a new york mi guardavano come fossi un alieno.
tutto questo per dire che sono tornato a casa quasi contento di questa cosa.
salvo poi ricordarmi che solo un'ora prima, nella fermata della metro di loreto ho visto un poliziotto che prendeva gratuitamente a calci gli ombrelli di un venditore ambulante. non gli ha chiesto i documenti o altro. ha solo calciato gli ombrelli ed è andato via dritto con i suoi due colleghi.
non so quanto resisteranno prima di scoppiare.
ma non se ne andranno mai.
per fortuna.
Nessun commento:
Posta un commento