venerdì 31 dicembre 2010
finisce così...
martedì 28 dicembre 2010
ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE.
grazie a dio non è la peggiore dell'anno altrimenti ci ritroveremmo tutti a lourdes a sciacquarci le palle con l'acqua santa.
è comunque la peggiore del mese e se si tiene presente che è anche la prima dell'ultima settimana dell'anno, questo fa pensare ad un fine 2010 coi fuochi d'orifizio.
cosa è successo...
in breve vi dico che:
ho pagato la rata dell'f24, anticipando quello che è il versamento IVA dell'anno prossimo.
ho ricevuto numero lettere una dall'agenzia delle entrate che lungi dal toccare i conti corrente di miliardariputtanieristronzidimmerda, vengono da me a farmi le pulci per un pagamento effettuato in ritardo risalente all'anno due zero zero nove. ottima annata per il vino tra l'altro, ma che mi costerà la bellezza di euro 1580 virgola sei zero.
giornata di schifo insomma, che ha incontrato una parabola di positività a cena. bis di primi, lenticchie, pollo, humus, vino, etc.
ma, appunto, una parabola, in quanto parabola, prima sale e poi, inesorabilmente, scende di nuovo.
quindi ecco che tornato a casa mi accorgo del misfatto. della beffa. del regalo di natale più schifoso di tutti.
mi accorgo, in breve, che mi hanno rubato la bicicletta.
forse sono brillo. forse non la vedo. forse l'ho spostata e non me lo ricordo, penso tra me e me molteplici volte.
mi strofino gli occhi e guardo meglio. dire che "non c'è" è quasi riduttivo. è sparita. volatilizzata. smaterializzata.
già il fatto che qualcuno mi rubi qualcosa fa sì che a me, i coglioni, mi girino per almeno otto/nove ore.
se poi capisco che è stata prelevata una bici direttamente da dentro il cortile allora ci rimugino e mi vengono i sospetti.
sospetti che ho, penso lucidamente, espresso su un fogliettino appeso lì dove il misfatto è stato compiuto.
fogliettino che non servirà di certo ma che almeno inaugura un nuovo blog interattivo e analogico, direttamente sui muri del cortile di casa.
si chiamerà "sputi sul muro".
e il primo post ufficiale, datato 27 dicembre, è questo.
martedì 21 dicembre 2010
in attesa col topo
in attesa dell'imminenterrima festa aziendal-fantozziana al plastic non c'è niente di meglio di una pessima puntata del cartone animato di rat-man con la voce brutta.
cena di natale
lunedì 20 dicembre 2010
ieri avevo la fissa.
Boardwalk Empire
domenica 19 dicembre 2010
il signore dei porcelli
buttare una domenica lavorando e uscire adesso dall'ufficio con qualche grado sotto zero mi fa venir voglia di accendere uno dei fiammiferi qui sopra per darmi fuoco. se non altro mi scaldo un po' mentre aspetto la metro.
sabato 18 dicembre 2010
la trilogia del comignolo.
venerdì 17 dicembre 2010
babbione
questo signore rosso ha appena chiamato il signore cane "babbione". il signore cane si è allora girato verso di me e si è fatto accarezzare.
arrivo
didascalia: la signora in fondo mi ha dato indicazioni in una lingua incomprensibile.
buona giornata.
secondo treno delle bestie
didascalia: il tipo un po' tagliato all'estremità destra del fotogramma sta per chiedermi se muuuu muuuuuuuu mu mu muuuuuu.
giovedì 16 dicembre 2010
solo i cinesi
penna brandizzata della pizzeria con kalendar tetesko 2011 2012 incorporato.
daje d'inchiostro.
genii.
ragnatela di ghiaccio
siccome in questi giorni a lavoro sto bestemmiando come un venditore di pesce chioggiotto, eviterò di iniziare questo post con un'offesa al nostro signore. devo ammettere, però, che, non appena ho letto sul display del telefono la temperatura di milano, la mia mente ha coniato un'imprecazione tale che se fosse stata urlata le campane della chiesa vicino avrebbero cominciato a suonare e i piccioni, qualora il freddo non gli avesse congelato le ali, avrebbero spiccato il volo come fossero un lenzuolo nero quando viene sistemato sul letto.
ho scritto un periodo talmente lungo che non ricordo più cosa volevo dire.
ah si, che fa freddo. ma ve ne sarete accorti da soli.
ho aspettato tantissimo questo freddo gelido. l'ho previsto e aspettato. e come spesso sta capitando quest'anno, son bravo nel prevedere le cose ma molto meno nel prepararmi ad affrontarle.
nel caso specifico oggi mi sono reso conto di non avere una giacca bella da usare per l'inverno gelido. ho solamente un banale, sbiadito, vecchio piumino.
tiene caldo e non ha ancora perso le piume di Archaeopterix (non riesco a mettere il link, chiedo scusa) però è oggettivamente brutto.
per non parlare dei pantaloni. tutti, praticamente e inesorabilmente adatti anche alla bella stagione.
quindi ecco quello che mi comprerei se avessi i soldi: numero uno o due pantaloni.
numero uno giacca calda e poco voluminosa.
numero due tette (calde anch'esse) che mi aspettino a casa dove infilare la mia faccia per scaldarmi le gote fredde.
fredde.
a parte il fatto di essere arrivato impreparato al santo inverno, sono contento di queste temperature siberiane e delle ragnatele che forma.
fredde.
mercoledì 15 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
ansia da bar
buongiorno signore.
vuole l'acqua signore?
cosa desiderate sognorine?
tre marocchini?
ecco il suo caffé signore.
arriva subito anche l'acqua.
lei signora?
ecco il suo macchiabile signora.
arrivederci signore.
lunedì 13 dicembre 2010
amplesso, complesso e perplesso
domenica 12 dicembre 2010
"l'odio di noi bambini"

vedete quella specie di retina in primo piano nella foto?
lo scacciapenzieri
giovedì 9 dicembre 2010
being cool nowadays
martedì 7 dicembre 2010
giovedì 2 dicembre 2010
Autobus ripieno e il bolo canterino
Dell'alienazione dell'uomo ne han già scritto gli inglesi dopo la rivoluzione industriale. Erano scrittori bravi, gli inglesi. Lungi da me quindi affrontare un tema che qualcun altro ha già affrontato anche molto bene.
Mi dedicherò solo al lasso di tempo che va dalla mia autoespulsione da casa fino all'arrivo in metropolitana. Un lasso di tempo che abbraccia 20 minuti della mia vita che non torneranno più indietro.
In realtà vorrei concentrarmi sullo specifico autobus e ancor più specificamente sui germi che lo popolavano stamattina...la gente. Animali spauriti e ammassati, uno di fianco all'altro, che non parlano tra loro...mugugnano.
Mugugnano quando salgono.
Mugugnano per dire che devono scendere.
Mugugnano per arrivare all'obliteratrice.
Tutte azioni che diventerebbero molto più semplici di quanto non lo siano già se si scandisse in modo cordiale e limpido un altrettanto semplice "permesso".
Ma alla gente non va di parlare. Alla gente va di mugugnare e quindi una situazione che sarebbe facile da gestire dicendo semplicemente "scusi ma lei e il suo corpo vi siete adagiati sul mio piede" si traduce in "umpf, ma...ah! uff mumph" con spintone finale dato a caso all'ammasso di gente appesa ai pali rossi approfittando di una frenata o di una curva...scatenando ovviamente una reazione a catena di mugugnii.
Proprio i pali rossi del bus hanno risvegliato inaspettatamente l'interesse di questo ammasso di persone talmente schiacciato che sembrava una tartare di manzo durante la masticazione. Dicevo dei pali rossi. Ad un certo punto uno di questi si è staccato dal suo supporto sul soffitto del mezzo suscitando un'euforia e una gioia negli occhi della gente che nemmeno l'arcangelo gabriele quando ha dato la lieta novella a fantozzi.
una volta tornato il silenzio, un bolo in mezzo a tanti altri, ha cominciato a canticchiare una canzone tra i denti. era una canzone triste e lei era una signora rumena.
accompagnato dalle note appena abbozzate mi son goduto la vista di quelle persone silenziose e ondeggianti.
mi sono sentito un po' un deportato e ho pensato ad una cosa che non si può dire.
mercoledì 1 dicembre 2010
Neve e soldi
Oggi, cazzo, mi sono svegliato felice.
A me, vaffanculo, la neve piace e io ho deciso che metterò almeno una cazzo di parolaccia in ogni frase, tra un punto fermo e un altro.
Mi ha svegliato quella merda di telefono, era un mio collega molto alto e voleva assicurarsi che fossi sveglio e diretto verso quella zona orrida di milano che è viale padova. Ovviamente solo la mia mmmminchia era sveglia, pronta per il patriotico alzabandiera mattutino.
"imperello sta a nevihà!" mi dice saltando qualsiasi cosa abbia la forma di una "C".
"E io come cristo porco arrivo a lavoro?!" ribatto già convinto che la demenza dei milanesi abbia bloccato qualsiasi strada e mezzo di comunicazione...cosa che in realtà, e con sorpresa somma, non è successo.
Una volta uscito mi sono ritrovato sotto una cascata di fiocchi di neve grossi come i coglioni di uno yeti. Qualcuno definisce i fiocchi di neve anche come "penne di un pollo spennato da cristo" se non ho letto male. Io però, non avendo tale elegantia, uso le mie definizioni un po' più terra terra.
Vabbè comunque questi fiocchi da due etti l'uno mi hanno messo felicità cristodio.
So già che entro due ore li odierò e pregherò il dio che faccia smettere di nevicare.
Però ora mi piace questa neve...e dato che stamattina è arrivato il bonifico sul mio conticino, la neve mi piace ancora di più...
martedì 23 novembre 2010
domenica 21 novembre 2010
donne di una terza età
alloggiando nella ridente "sant'andrea in bagno" o qualcosa del genere, in una minuscola stanza dell'albergo Salus, vicino alle terme salus, ho potuto riflettere su quella che può essere la vita dei vecchi che abitano lì, in un luogo dimenticato da iddio ma carico di vecchi fascisti ricordi.
ho avuto modo di rifletterci soprattutto quando, ieri sera, partecipando ad una serata organizzata dall'albergo stesso, ho "ballato" il liscio con donne che potevano essere tutte tranquillamente mia nonna.
fine.
mercoledì 17 novembre 2010
ti ringrazio. ora basta però.
non c'è nulla da fare. la ricetta che meglio mi viene sono le croccole con i piselli, che per l'occasione chiamerò "croccole con piselli".
se c'è anche lo stracchino, allora si rischia di raggiungere l'estasi totale.
stasera però lo stracchino non c'era e quindi l'estasi è stata parziale.
"Green hills and enemies
These things they make us sentimental inside"
scusate abbasso il volume...
"Your words are gelignite
Or just another sentimental aside"
ok, dicevo....
lo stracchino non c'era quindi l'estasi è stata parziale, ma pur sempre un'estasi.
ora che ci penso tutte le mie ricette vengono presentate da me medesimo sotto forma di pastone.
davvero, non hanno una forma ben definita. sono un ammasso di cibo buttato uno sopra l'altro.
se partecipassi alla prova del cuoco riceverei solo un peperone rosso come votazione da parte del pubblico e probabilmente sarebbe un errore.
forse dovrei mettermi in testa che non sono in grado di cucinare realmente. non che vada in giro a vantarmi delle mie doti di cuoco però insomma, come dire, sotto sotto ho sempre pensato di essere in grado di cucinare un buon piatto.
certo il mio alto livello di disorganizzazione e il mio forno a gas non aiutano, c'è da dire anche questo. ma forse è arrivato il momento di smetterla di cercarsi degli alibi. non so cucinare. punto.
"francesco ma che dici, le tue polpette sono buonissime!"
mmm...
mmm...
mmm...
vero. faccio delle polpette da paura. ma non posso cibarmi di polpette tutta la vita...anche perché non riesco a liberarmi delle persone che mi criticano per il mio consumo, sebbene molto basso, di carne.
solitamente si tratta di vegetariani in erba (ahahahah, scusate non potevo farne a meno) che forti del loro nuovissimo stile di vita predicano la bellezza di un'esistenza senza carne.
che per carità, ci sta. io sotto sotto ho sempre ammirato i vegetariani e condivido anche i loro punti di vista.
mi viene da ridere però quando i vegetariani, quelli un po' più convinti e praticanti, cominciano a declamare sentenze da fantascienza.
io sono un ignorante attestato. l'ho sempre ammesso e sempre lo ammetterò.
però quando sento frasi tipo "la carne nell'intestino marcisce" a me scappa un po' da ridere...prima di tutto perché la carne e qualsiasi altro cibo animale, chimico o vegetale che sia, nell'intestino è ormai tramutato in merda. o feci, che dir si voglia e quindi è impossibile che la carne marcisca visto che non è più tale. gli escrementi, poi, non marciscono che io sappia. avete mai visto, che so, feci di cane abbandonate in strada piene di muffa? io no...e se ne avete viste vuol dire che quel cane ormai è già morto.
al limite, così per assurdo, potrebbe marcire nello stomaco. ma il cibo, nello stomaco, ci sta solo tre ore per diventare poi magicamente merda, come detto poc'anzi.
sempre per assurdo, quindi, cosa accadrebbe se mangiassi dei semi? mi crescerebbe un platano nello stomaco?
non lo so, non lo so.
comunque, tutto questo parlare di pastoni e risultati biologici di consistenza molle mi han fatto venire in mente che ieri mattina sono andato a vedere la mostra di Dalì che mi ha fatto abbastaza, sempre per rimanere in tema, cagare.
a me lui in realtà piace però la mostra durerà si e no un'ora.
ho detto a mammà che ci sono andato ma non le ho detto che era brutta, perché lei ha tanta voglia di andarla a vedere e di pulirmi la casa. non c'entra nulla però che volete, mia mamma è così...le piace andare alle mostre e pulirmi casa.
esattamente un anno fa ho fatto il mio ultimo viaggio di piacere. a parigi.
da lì in poi tutto sarebbe pian piano andato in una sola direzione.
più o meno un mese dopo invece, quindi 11 mesi fa, mentre aspettavo per 7 ore dei risultati in un ospedale di verona, ho desiderato di addormentarmi e di risvegliarmi esattamente in questo momento, dopo 335 giorni...e di mangiare due bagel al salmone.
e così è stato.
domenica 14 novembre 2010
martedì 9 novembre 2010
being fuffa. just fuffa. only fuffa.
solitamente quando ho voglia di scrivere qualcosa, ma non so quale argomento trattare, mi fermo. ci penso un po' e poi mi fermo. scrivo una stronzata tipo "oggi non so cosa scrivere" (come se effettivamente alle poche persone gliene fottesse qualcosa) e mando a fanculo qualcuno così, giusto perché è fico.
stasera/notte farò il contrario dunque.
non so cosa scrivere ma scrivo lo stesso. chiamiamolo esperimento se ci va.
certo, dopo che al CERN hanno ricreato delle temperature pari a quelle raggiunte durante il big bang e dopo che il signor Kurzweil ha annunciato al mondo intero che entro 20 anni saremo in grado di fare un backup del nostro cervello direttamente su una chiavetta di panda da 8 giga, definire il mio esperimento sulla scrittura senza ispirazione "esperimento", appunto, risulta ridicolo. ma ognuno ha il suo q.i. e fa gli esperimenti che gli pare.
a tal proposito proprio l'altra notte a casa ho fatto esperimenti su una nuova tecnica video che vi esplicherò in un secondo, se non terzo, momento.
dicevo che ognuno fa gli esperimenti che si merita.
io da piccolo mescolavo ingredienti di ogni tipo sperando che al terzo o quarto succedesse qualcosa. che so, un'esplosione, una fumata bianca o che una donna esplosiva saltasse fuori dal bicchiere. l'unica cosa che riuscivo a produrre erano le grida di mammà, che cominciava a urlare pur essendo in un'altra stanza. a volte urlava anche quando non era in casa. aveva questa capacità.
quindi desistevo. al terzo ingrediente e al primo "franceeeeeeeeeeeeeee!" mollavo tutto e rinunciavo alla mia esplosione.
parlavo del cern e del backup del cervello. entrambi esperimenti affascinanti quanto tenuti sotto silenzio.
il primo è incredibile perché finalmente potremmo capire come cazzo funziona questo universo e ci potrebbero saltare fuori dei dati scientifici che dimostrino a quei cerebrolesi in divisa domenicale che il mondo non è stato creato dal nulla.
certo, se si parlasse un po' meglio di questi esperimenti si saprebbe anche che c'è l'enorme rischio che si creino dei buchi neri sulla crosta terrestre capaci di risucchiare il nostro pianeta terra. dovrebbero essere dei buchini neri, molto piccoli, che risucchierebbero solo porzioni minute del nostro globo per poi dissiparsi da sole. se ne vedete uno, comunque, statene alla larga mi sento di dire.
io l'ho scritto eh? che poi non mi si venga a dire che non l'avevo detto. se ci riflettere e leggete i giornali noterete un numero molto alto di articoli che parlano di voragini che si creano dal nulla in pieni centri cittadini.
quindi ricordate che ve l'avevo detto.
il secondo è altrettanto incredibile perché presuppone un salto dentro il nostro cervello. la scomposizione in schemi di esso e l'analisi dei processi che lo compongono e lo fanno funzionare. cosa che voglio assolutamente sapere prima di morire.
inoltre, e lo spiego per gli inetti del computer, ad un backup di solito si fa seguire una formattazione dell'hard disk backuppato, in questo caso il cervello. dicesi formattazione la completa "brasatura" del supporto di memoria così com'è. riportandolo ad uno stato virginale e infantile. in questo modo, i cerebrolesi di cui sopra potrebbero essere riprogrammati con idee più consone ad una persona umana e realista che nello specifico sarei io. lo so, è un discorso molto nazista questo ma sticazzi.
mi hanno sempre affascinato i problemi legati al cervello. affascinato e impaurito. più affascinato però.
la memoria a breve termine che si cancella da sola per esempio. le amnesie. la perdita dell'identità. la confusione.
se ci si pensa vengono i brividi. tutto quello che si è sempre dato per scontato dal primo bagnetto in ospedale ad un certo punto può non valere più.
ad un certo punto, la vita, il destino o chi (o cosa) per loro dicono al tuo cervello:
"sai che c'è?"
"cosa?" risponde il cervello
"tutto quello che hai imparato dimenticalo perché non vale un cazzo".
di solito il cervello, che è un tipo sveglio, non ci casca. ci sono volte, però, in cui il cervello passa dei momenti di debolezza e si fa infinocchiare decidendo di dimenticare tutto.
poi ci sono i cervelli che presentano defezioni fin dalla nascita. il bimbo in questione può non manifestare segni di tale difetto di produzione. magari è un po' più scalmanato del normale. magari a scuola va male e ha i capelli bianchi abbinati ad un giubotto di pelle nera. inoltre scrive teorie sulla relatività e fa fotografie con la lingua di fuori.
ecco, quelli sono i casi di difetti che portano dei vantaggi all'umanità. non di certo al povero possessore dell'oggetto difettoso, il quale si trova costretto a vivere molto probabilmente una vita abbastanza pesante per chiunque.
beh insomma, io se non avessi fatto quello che ho deciso di fare forse avrei studiato i cervelli. neurologia o psichiatria o boh. ho le idee molto chiare, lo so. sono spiazzante a volte anche per me stesso.
ok.
sono arrivato al break even point...ovvero al punto di rottura dei miei coglioni.
mi è improvvisamente passata la voglia di scrivere il che mi impedirà di trovare una chiusa decente per questo post che tra l'altro sarà anche pieno di errori di battitura. ho scritto troppo e rileggere mi risulta stancante a quest'ora.
inoltre itunes, con la sua mitica modalità shuffle, ha appena fatto passare un pezzo orrendo del neffa dei vecchi tempi.
"...noi siamo soci nel THC..." è la frase chiave che mi fa implodere nello stomaco una bestemmia.
quindi saluto.
mi inchino.
e chiudo.
lunedì 8 novembre 2010
domenica 7 novembre 2010
mercoledì 3 novembre 2010
spedizioni
detto questo, l'annuncio qui sotto mi fa crepare dal ridere.
maledetti genii.

breaking bad
lunedì 1 novembre 2010
Oman
vorrei avere un infarto adesso solo per farmi installare il "wor prOsessor".
dolcetto o stronzetto
se ci fosse una qualsiasi donna ad aspettarmi sotto al piumone, a casa, questa pioggia sarebbe il tempo perfetto in realtà...ma siccome a casa ci sono solo scarpe e vestiti buttati in giro, allora dico che c'è un tempo di merda.
sono stato a cena da amici stasera. da amici di pordenone e dintorni.
e dopo un'avvincente partita a trivial pursuit genius edition, resa più difficile da 4 bottiglie di vino rosso scolate in amicizia, ho deciso di tornare a casa col mitico radiobus, pilotato da un tizio di bari che a dire il vero aveva più l'accento di acquaviva delle fonti che di "bari palese" come diceva lui.
ora, lasciamo perdere il fatto di aver aspettato il radiobus per otto minuti netti sotto il diluvio.
lasciamolo perdere perché fortunatamente mi ero portato l'ombrello...oggetto conteso tra il mio amore e il mio odio. amore perché è oggettivamente un oggetto (scusate la ripetizione) molto affascinante, odio perché è scomodo da portare in giro. più scomodo di un cane di sicuro.
il radiobus è una figata perché non lo conosce nessuno..quindi quando decidi di prenderlo ti porta direttamente a casa, come fosse un taxi, ma al prezzo di soli due euro.
se si calcola che la fermata del radiobus è praticamente sotto casa mia allora il vantaggio è assicurato.
tralasciando il mio italiano poco ricercato, volevo dire che da via donatello a via procaccini ci ho messo meno di dieci minuti. guadi stradali compresi.
piove davvero tanto e in alcuni punti per attraversare la strada ci vuole la canoa gonfiabile
facendo una piccola parentesi, aggiungo che l'altro giorno un bambino voleva vendermi delle caramelle di halloween alla modica cifra di 10 euro.
gli ho detto di no, che non le avrei comprate.
lui non mi ha recitato la classica frase del "dolcetto o scherzetto" ma deve averla pensata perché, stasera, appena sceso dal radiobus, mi sono avviato verso casa, che era dieci metri più in là. avevo le timberland...scarpe di fiducia che mi proteggono dalla pioggia. non sgarrano mai. non fanno entrare nemmeno una goccia e mantengono il calzino asciutto e pulito.
ecco. se amate le timberland fate bene ma non fidatevi mai troppo del loro appoggio. appena salito sul marciapiede la suola ha annullato il suo attrito facendomi piombare a terra, direttamente dentro una pozzanghera.
mi sono sentito come un attaccante in area di rigore, atterrato ingiustamente e accusato di simulazione. "stonf" ho fatto, facendo volare schizzi dappertutto.
come quando ero bambino, mi sono rialzato subito, guardandomi intorno e accertandomi che nessuno avesse assistito alla magra figura.
da piccolo non volevo esser visto quando cadevo perché poi le vecchie venivano da me a dirmi "povero piccolo, ti sei fatto male?" e a me già a 3 anni giravano i coglioni...soprattutto perché cadevo spesso.
vabbè, stasera l'italiano l'ho lasciato nella pozzanghera all'altezza di via procaccini numero 35.
ora sono in via procaccini 45, invece. i termosifoni sono caldi.
hans zimmer spara note a raffica e io mi appresto a buttarmi nel letto...con calma.
mi pento di non aver comprato l'ennesima raccolta di racconti di carver. un'altra raccolta che non pensavo esistesse e che voglio a tutti i costi.
ma domani magari, girando per il centro, cederò alla tentazione.
domenica 31 ottobre 2010
5 minuti di purissimi "vaffanculo" e urla sparse
martedì 26 ottobre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
mercoledì 20 ottobre 2010
L'oddore
La signora ritratta in foto ha un'acqua di colonia al gusto di limone.
È fortissimo e nauseante.
Mi ricorda quella che la mia famiglia decise di comprare in turchia quando ero piccolo.
L'acqua di colonia al limone di turchia mi piaceva di brutto e me la versavo sempre in testa. Mi sembrava il posto più giusto.
Ora la metro si è riempita e qualcuno ha un'ascella molto autoritaria.
È in momenti come questi che vorrei essere un gigante per prendere i vagoni della metro in mano, inzupparli nella coca cola e mangiarli...
...ripieno compreso.
sabato 9 ottobre 2010
...però non ci sono elefanti rosa...
Jack è un falegname e ha una fidanzata. Stanno insieme da tantissimo, da quando sono bambini. Nati e cresciuti nello stesso paese non hanno grosse ambizioni se non quella di vivere insieme tra i boschi che li hanno visti diventare grandi.
La ragazza di Jack ama gli animali in modo maniacale. Anzi, è meglio dire che li amava. Perché ora, in quei boschi, animali non se ne vedono più da tempo ormai.
È per questo che la ragazza di Jack sta male. Da quando sono spariti gli animali lei si è ammalata.
Esce raramente perché la vista di quei boschi così vuoti le mette nel cuore una tristezza insopportabile.
Jack allora decide di farla star bene, almeno per un giorno.
La convince ad uscire di casa per fare una passeggiata nei boschi.
La va a prendere in macchina e partono per quello che è sempre stato il “loro posto”.
Durante il viaggio lei lo guarda felice ma non appena gira la testa verso il finestrino non può che accusare una pesante fitta al cuore che ogni volta la fa sentire sempre peggio.
Non ci sono cerbiatti che saltano. Né uccelli che volano. Il bosco sembra un palazzo decadente e grigio che non verrà mai restaurato.
All’improvviso, però, il viso della ragazza si trasforma. Da triste diventa spaventato. Più che spaventato diventa attento e sbigottito. Vede un animale sul ciglio della strada ma qualcosa la lascia perplessa. È un animale di legno. Una sagoma di animale di legno. Lei guarda Jack come per chiedere spiegazioni. Ha gli occhi sbarrati e illuminati. Sta per commuoversi ma aspetta una risposta prima, una risposta che non arriverà. Dietro Jack vede un’altra sagoma di animale e capisce strozzando un urlo sul nascere.
Dentro di sé esplode una contentezza incontenibile. Abbraccia Jack con una foga talmente forte che fa sbandare l’auto. Lui sorride e continua a guidare guardando avanti.
Parcheggiata l’auto, i due scendono e si addentrano in un bosco pieno di animali di legno. Cerbiatti, cinghiali, gufi, uccelli accompagnano la passeggiata dei due ragazzi fino al “loro posto”. Si siedono su un tronco, dove per anni si sono seduti insieme a passare le giornate.
Lei è felice e ha capito che seppur triste, la sua vita ha un senso. Lo guarda e gli dice: “voglio che mi lasci qui. Quando morirò, voglio essere lasciata qui. Mi dovrai prendere e distendere al centro di questo posto.
Lo voglio nutrire col mio stesso corpo.”
Jack la guarda spaventato. Non crede di aver realmente sentito quelle parole.
Lei continua a fissarlo, “promettimelo”.
Qualche settimana dopo lei muore. Jack ripercorre il tragitto di quel giorno fino al “loro posto”.
È sera. Jack ha già preparato tutto. Una grande coperta al centro di quel posto, raggruppando tutti i suoi animali di legno intorno. C’è anche un cuscino.
La stende lì e le dice qualcosa nell’orecchio. Ma noi non lo sentiamo perché ci siamo già allontanati.
venerdì 8 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
sabato 25 settembre 2010
come un figlio fuor d'acqua
Ti tengo per il piede perché ho un po'paura dei mostri qui dentro.
Va bene ma poi scendi che devo fare un giro da solo adesso... E ricorda franci, when the good good more black than 'a midnight non po' to come.
Va bene.
Un pipistrello bianco
Ho sognato un pipistrello bianco.
Era in casa e non riusciva a volare.
Poi ho cercato il significato del sogno.
Detto questo non riesco a dormire.
mercoledì 22 settembre 2010
aperitivo a los angeles
martedì 21 settembre 2010
Respira, respira, respira... ... ... ...respira...
Come il protagonista del nuovo libro che ho comprato oggi stesso, non riesco a leggere stanotte.
Non riuscirci è un po' come non riuscire a dormire.
In più, se esistesse davvero, la moglie del protagonista me la limonerei.
lunedì 20 settembre 2010
domenica 19 settembre 2010
giovedì 16 settembre 2010
Onde
Le onde con cui si apre e si chiude questo film mi piacciono talmente tanto che vi manderei tutti a fanculo. per davvero.
mercoledì 15 settembre 2010
Italioti
Compro la A di Ancona e do la soluzione Mike:
"in portineria e in sala d'aspetto guardano la partita"
Allegriaaaaa.
Veramente...allegria.
La salsiccia
Andare a prendere la salsiccia dal macellaio senza dito per mio zio non è stata una grande idea.
Mi vien da vomitare.
La frittata di pasta e la cucina in fumo
In questa foto non si vede ma la cucina è piena di fumo...mio zio ha tentato di fare la frittata di pasta.
Da parte mia oggi mi sento incapace di scrivere qualsiasi cosa.
Fanculo.
martedì 14 settembre 2010
Vasco Rossi sta cantando in ospedale
A vedere ogni giorno gente malata in ospedale si finisce per credere che anche tu un giorno ti ritroverai nella stessa condizione di quelle persone.
A vedere ogni giorno gente malata in ospedale pensi che il tuo destino non può essere diverso da quello degli altri e che la tua futura famiglia non potrà far altro che venire a trovarti. Ogni giorno. Fino a quando non ci sarai mai più. Allora ti convinci che forse non la vorrai mai una famiglia. Che è meglio essere single da qui fino alla fine perché non vuoi far star male le persone a te più care.
Quando sei saturo di questi pensieri cominci a guardarti intorno e scopri che nell'ospedale a ben guardare ci sono una miriade di storie da raccontare. Alcune interessanti, altre no, altre ancora che sono un parto della fantasia.
È un po' di tempo che la osservo. Quella che nelle foto sembra un uomo in realtà è una donna. Una donna povera. La prima volta che l'ho vista stavo passando la notte in ospedale...era il mio turno. Ormai gli infermieri ci conoscono, per non parlare dei medici che erano tutti o quasi colleghi di mio papà. Ci conoscono, dicevo, e quindi ci permettono di uscire dalla stanza fino a mezzanotte e mezzo per andare a zonzo in giro per l'ospedale o più semplicemente per prendere un caffè al primo piano...alle macchinette con sigarettina al seguito. È proprio alle macchinette che ho incontrato questa donna le cui uniche parole che mi ha rivolto sono state "no! Li c'è il mio caffè!".
No signora, non c'è. Prende 50 centesimi e li piazza nella fessura prima ancora che sia io a farlo. Preme il 12 e fa uscire un caffé cremoso...perché devo dire che seppur delle macchinette, il caffé dell'ospedale è buono e cremoso.
Intorno a mezzanotte questa scenetta, nonostante sia molto semplice e cordiale, nel suo insieme mi lascia abbastanza esterrefazio. Mi succede cosi quando sono incapace di reagire, e sono incapace di reagire quando sento che intorno a me c'è dell'altro...a quel punto mi immobilizzo come una cavalletta che tenta di mimetizzarsi in un mare di merda. E guardo.
Guardo che questo personaggio che io denomino puttana (da qualche giorno a questa parte sto chiamando tutti puttane o stronzi a seconda del sesso...pur se non hanno fatto niente) aveva letteralmente svuotato le macchinette. Mentre indisturbato la guardavo premere pulsanti come fosse una centralinista della sip sono riuscito a contare: 8 pacchetti di patatine,
2 pepsi,
2 aranciate san pellegrino,
1 indefinita quantità di dolcetti e cazzatine in pacchetti piccoli,
e un caffé.
Gli altoparlanti in filodiffusione stavano trasmettendo vasco rossi e io pensavo che forse stavano esagerando un po' con il volume.
Vedere la signora allontanarsi dalle macchinette per aprire la sua borsa e sistemare meglio la radio che vi conservava dentro mi ha aperto gli occhi quel tanto da considerare il mio compito di osservazione finito.
Posso prendere il caffè? Le ho voluto chiedere prima di rischiare di spezzare la concentrazione con cui premeva tutti quei pulsanti
Prendi prendi. Mi ha risposto.
Poi son sceso un piano più in giù per fumare la sigaretta. Dalla finestra appena sopra la mia testa ogni tanto si vedeva un'ombra ballare, avanti e indietro. Le macchine dispensavano cibo e caffé...e vasco rossi cantava...lo sentivo. Vi dico che lo sentivo.
domenica 12 settembre 2010
Ascensoreeeeeee
"Buongiorno" - "fottiti"
"salve" - "fanculo"
"arrivederci" - "muori"
Questa è l'excursus di risposte che mentalmente dispenso alle persone che incontro in ascensore. Prendere l'ascensore con gli sconosciuti è una cosa che odio.
Però il bambino nero con la cannula della flebo nel braccio l'ho salutato. Ma lui non ha risposto. Aveva le lacrime agli occhi e l'aria esausta. "Fottiti" deve aver pensato quando gli ho detto "ciao"...e l'ho stimato.
l'orogio della cucina senza numeri
Da solo in cucina fumo e sento solo il rumore dell'orologio a muro senza numeri che fa tic tac. Sempre più forte...
tic tac. tic tac. tiC tac. tiC Tac. tIC tAC. TIC TAC. TIC TAC...
f
venerdì 10 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
c'era una volta un ristorante cinese...e c'è tuttora
martedì 7 settembre 2010
LOGORAMA
non so come linkare dal cellulare ma appena avete 16 minuti guardate qui...altro che le cazzate. Genii maledetti
lunedì 6 settembre 2010
domenica 5 settembre 2010
popoli riempitivi e popoli digestivi









































