martedì 23 novembre 2010

woff woff...


...troppo

...corta.


domenica 21 novembre 2010

donne di una terza età

sono appena tornato da una tre-giorni di trasferta lavorativa in emilia.

alloggiando nella ridente "sant'andrea in bagno" o qualcosa del genere, in una minuscola stanza dell'albergo Salus, vicino alle terme salus, ho potuto riflettere su quella che può essere la vita dei vecchi che abitano lì, in un luogo dimenticato da iddio ma carico di vecchi fascisti ricordi.

ho avuto modo di rifletterci soprattutto quando, ieri sera, partecipando ad una serata organizzata dall'albergo stesso, ho "ballato" il liscio con donne che potevano essere tutte tranquillamente mia nonna.

fine.

mercoledì 17 novembre 2010

ti ringrazio. ora basta però.



non c'è nulla da fare. la ricetta che meglio mi viene sono le croccole con i piselli, che per l'occasione chiamerò "croccole con piselli".
se c'è anche lo stracchino, allora si rischia di raggiungere l'estasi totale.

stasera però lo stracchino non c'era e quindi l'estasi è stata parziale.

"Green hills and enemies
These things they make us sentimental inside"

scusate abbasso il volume...

"Your words are gelignite
Or just another sentimental aside"


ok, dicevo....
lo stracchino non c'era quindi l'estasi è stata parziale, ma pur sempre un'estasi.

ora che ci penso tutte le mie ricette vengono presentate da me medesimo sotto forma di pastone.
davvero, non hanno una forma ben definita. sono un ammasso di cibo buttato uno sopra l'altro.
se partecipassi alla prova del cuoco riceverei solo un peperone rosso come votazione da parte del pubblico e probabilmente sarebbe un errore.

forse dovrei mettermi in testa che non sono in grado di cucinare realmente. non che vada in giro a vantarmi delle mie doti di cuoco però insomma, come dire, sotto sotto ho sempre pensato di essere in grado di cucinare un buon piatto.

certo il mio alto livello di disorganizzazione e il mio forno a gas non aiutano, c'è da dire anche questo. ma forse è arrivato il momento di smetterla di cercarsi degli alibi. non so cucinare. punto.

"francesco ma che dici, le tue polpette sono buonissime!"

mmm...
mmm...
mmm...

vero. faccio delle polpette da paura. ma non posso cibarmi di polpette tutta la vita...anche perché non riesco a liberarmi delle persone che mi criticano per il mio consumo, sebbene molto basso, di carne.

solitamente si tratta di vegetariani in erba (ahahahah, scusate non potevo farne a meno) che forti del loro nuovissimo stile di vita predicano la bellezza di un'esistenza senza carne.
che per carità, ci sta. io sotto sotto ho sempre ammirato i vegetariani e condivido anche i loro punti di vista.

mi viene da ridere però quando i vegetariani, quelli un po' più convinti e praticanti, cominciano a declamare sentenze da fantascienza.

io sono un ignorante attestato. l'ho sempre ammesso e sempre lo ammetterò.
però quando sento frasi tipo "la carne nell'intestino marcisce" a me scappa un po' da ridere...prima di tutto perché la carne e qualsiasi altro cibo animale, chimico o vegetale che sia, nell'intestino è ormai tramutato in merda. o feci, che dir si voglia e quindi è impossibile che la carne marcisca visto che non è più tale. gli escrementi, poi, non marciscono che io sappia. avete mai visto, che so, feci di cane abbandonate in strada piene di muffa? io no...e se ne avete viste vuol dire che quel cane ormai è già morto.

al limite, così per assurdo, potrebbe marcire nello stomaco. ma il cibo, nello stomaco, ci sta solo tre ore per diventare poi magicamente merda, come detto poc'anzi.

sempre per assurdo, quindi, cosa accadrebbe se mangiassi dei semi? mi crescerebbe un platano nello stomaco?

non lo so, non lo so.

comunque, tutto questo parlare di pastoni e risultati biologici di consistenza molle mi han fatto venire in mente che ieri mattina sono andato a vedere la mostra di Dalì che mi ha fatto abbastaza, sempre per rimanere in tema, cagare.

a me lui in realtà piace però la mostra durerà si e no un'ora.
ho detto a mammà che ci sono andato ma non le ho detto che era brutta, perché lei ha tanta voglia di andarla a vedere e di pulirmi la casa. non c'entra nulla però che volete, mia mamma è così...le piace andare alle mostre e pulirmi casa.

esattamente un anno fa ho fatto il mio ultimo viaggio di piacere. a parigi.
da lì in poi tutto sarebbe pian piano andato in una sola direzione.

più o meno un mese dopo invece, quindi 11 mesi fa, mentre aspettavo per 7 ore dei risultati in un ospedale di verona, ho desiderato di addormentarmi e di risvegliarmi esattamente in questo momento, dopo 335 giorni...e di mangiare due bagel al salmone.

e così è stato.


martedì 9 novembre 2010

hey you...fuck!

perché io ho gli occhiali 3D di rat man.

being fuffa. just fuffa. only fuffa.

come si fa a scrivere di qualcosa quando non si ha idea di cosa scrivere?
solitamente quando ho voglia di scrivere qualcosa, ma non so quale argomento trattare, mi fermo. ci penso un po' e poi mi fermo. scrivo una stronzata tipo "oggi non so cosa scrivere" (come se effettivamente alle poche persone gliene fottesse qualcosa) e mando a fanculo qualcuno così, giusto perché è fico.

stasera/notte farò il contrario dunque.
non so cosa scrivere ma scrivo lo stesso. chiamiamolo esperimento se ci va.

certo, dopo che al CERN hanno ricreato delle temperature pari a quelle raggiunte durante il big bang e dopo che il signor Kurzweil ha annunciato al mondo intero che entro 20 anni saremo in grado di fare un backup del nostro cervello direttamente su una chiavetta di panda da 8 giga, definire il mio esperimento sulla scrittura senza ispirazione "esperimento", appunto, risulta ridicolo. ma ognuno ha il suo q.i. e fa gli esperimenti che gli pare.

a tal proposito proprio l'altra notte a casa ho fatto esperimenti su una nuova tecnica video che vi esplicherò in un secondo, se non terzo, momento.

dicevo che ognuno fa gli esperimenti che si merita.
io da piccolo mescolavo ingredienti di ogni tipo sperando che al terzo o quarto succedesse qualcosa. che so, un'esplosione, una fumata bianca o che una donna esplosiva saltasse fuori dal bicchiere. l'unica cosa che riuscivo a produrre erano le grida di mammà, che cominciava a urlare pur essendo in un'altra stanza. a volte urlava anche quando non era in casa. aveva questa capacità.

quindi desistevo. al terzo ingrediente e al primo "franceeeeeeeeeeeeeee!" mollavo tutto e rinunciavo alla mia esplosione.

parlavo del cern e del backup del cervello. entrambi esperimenti affascinanti quanto tenuti sotto silenzio.

il primo è incredibile perché finalmente potremmo capire come cazzo funziona questo universo e ci potrebbero saltare fuori dei dati scientifici che dimostrino a quei cerebrolesi in divisa domenicale che il mondo non è stato creato dal nulla.
certo, se si parlasse un po' meglio di questi esperimenti si saprebbe anche che c'è l'enorme rischio che si creino dei buchi neri sulla crosta terrestre capaci di risucchiare il nostro pianeta terra. dovrebbero essere dei buchini neri, molto piccoli, che risucchierebbero solo porzioni minute del nostro globo per poi dissiparsi da sole. se ne vedete uno, comunque, statene alla larga mi sento di dire.
io l'ho scritto eh? che poi non mi si venga a dire che non l'avevo detto. se ci riflettere e leggete i giornali noterete un numero molto alto di articoli che parlano di voragini che si creano dal nulla in pieni centri cittadini.
quindi ricordate che ve l'avevo detto.

il secondo è altrettanto incredibile perché presuppone un salto dentro il nostro cervello. la scomposizione in schemi di esso e l'analisi dei processi che lo compongono e lo fanno funzionare. cosa che voglio assolutamente sapere prima di morire.
inoltre, e lo spiego per gli inetti del computer, ad un backup di solito si fa seguire una formattazione dell'hard disk backuppato, in questo caso il cervello. dicesi formattazione la completa "brasatura" del supporto di memoria così com'è. riportandolo ad uno stato virginale e infantile. in questo modo, i cerebrolesi di cui sopra potrebbero essere riprogrammati con idee più consone ad una persona umana e realista che nello specifico sarei io. lo so, è un discorso molto nazista questo ma sticazzi.

mi hanno sempre affascinato i problemi legati al cervello. affascinato e impaurito. più affascinato però.
la memoria a breve termine che si cancella da sola per esempio. le amnesie. la perdita dell'identità. la confusione.

se ci si pensa vengono i brividi. tutto quello che si è sempre dato per scontato dal primo bagnetto in ospedale ad un certo punto può non valere più.
ad un certo punto, la vita, il destino o chi (o cosa) per loro dicono al tuo cervello:

"sai che c'è?"

"cosa?" risponde il cervello

"tutto quello che hai imparato dimenticalo perché non vale un cazzo".

di solito il cervello, che è un tipo sveglio, non ci casca. ci sono volte, però, in cui il cervello passa dei momenti di debolezza e si fa infinocchiare decidendo di dimenticare tutto.

poi ci sono i cervelli che presentano defezioni fin dalla nascita. il bimbo in questione può non manifestare segni di tale difetto di produzione. magari è un po' più scalmanato del normale. magari a scuola va male e ha i capelli bianchi abbinati ad un giubotto di pelle nera. inoltre scrive teorie sulla relatività e fa fotografie con la lingua di fuori.

ecco, quelli sono i casi di difetti che portano dei vantaggi all'umanità. non di certo al povero possessore dell'oggetto difettoso, il quale si trova costretto a vivere molto probabilmente una vita abbastanza pesante per chiunque.

beh insomma, io se non avessi fatto quello che ho deciso di fare forse avrei studiato i cervelli. neurologia o psichiatria o boh. ho le idee molto chiare, lo so. sono spiazzante a volte anche per me stesso.

ok.
sono arrivato al break even point...ovvero al punto di rottura dei miei coglioni.
mi è improvvisamente passata la voglia di scrivere il che mi impedirà di trovare una chiusa decente per questo post che tra l'altro sarà anche pieno di errori di battitura. ho scritto troppo e rileggere mi risulta stancante a quest'ora.

inoltre itunes, con la sua mitica modalità shuffle, ha appena fatto passare un pezzo orrendo del neffa dei vecchi tempi.

"...noi siamo soci nel THC..." è la frase chiave che mi fa implodere nello stomaco una bestemmia.

quindi saluto.
mi inchino.
e chiudo.

lunedì 8 novembre 2010

macallan...

uno degli spot più tristi e belli del mondo.

povera bottiglia.

domenica 7 novembre 2010

Non si può andare avanti a pizza e spaghetti al pomodoro

La monnezza c'è davvero...dio (sando)kan

mercoledì 3 novembre 2010

spedizioni

fare spedizioni dagli uffici postali è quanto di più odioso possa esistere.

detto questo, l'annuncio qui sotto mi fa crepare dal ridere.

maledetti genii.




breaking bad

lunedì 1 novembre 2010

Oman

l'Oman faceva parte della rosa di squadre selezionabili e i fortissimi giocatori della Polonia non erano ancora stati deportati.

vorrei avere un infarto adesso solo per farmi installare il "wor prOsessor".




dolcetto o stronzetto

che tempo di merda a milano.

se ci fosse una qualsiasi donna ad aspettarmi sotto al piumone, a casa, questa pioggia sarebbe il tempo perfetto in realtà...ma siccome a casa ci sono solo scarpe e vestiti buttati in giro, allora dico che c'è un tempo di merda.
sono stato a cena da amici stasera. da amici di pordenone e dintorni.
e dopo un'avvincente partita a trivial pursuit genius edition, resa più difficile da 4 bottiglie di vino rosso scolate in amicizia, ho deciso di tornare a casa col mitico radiobus, pilotato da un tizio di bari che a dire il vero aveva più l'accento di acquaviva delle fonti che di "bari palese" come diceva lui.
ora, lasciamo perdere il fatto di aver aspettato il radiobus per otto minuti netti sotto il diluvio.
lasciamolo perdere perché fortunatamente mi ero portato l'ombrello...oggetto conteso tra il mio amore e il mio odio. amore perché è oggettivamente un oggetto (scusate la ripetizione) molto affascinante, odio perché è scomodo da portare in giro. più scomodo di un cane di sicuro.
il radiobus è una figata perché non lo conosce nessuno..quindi quando decidi di prenderlo ti porta direttamente a casa, come fosse un taxi, ma al prezzo di soli due euro.
se si calcola che la fermata del radiobus è praticamente sotto casa mia allora il vantaggio è assicurato.
tralasciando il mio italiano poco ricercato, volevo dire che da via donatello a via procaccini ci ho messo meno di dieci minuti. guadi stradali compresi.
piove davvero tanto e in alcuni punti per attraversare la strada ci vuole la canoa gonfiabile

facendo una piccola parentesi, aggiungo che l'altro giorno un bambino voleva vendermi delle caramelle di halloween alla modica cifra di 10 euro.

gli ho detto di no, che non le avrei comprate.
lui non mi ha recitato la classica frase del "dolcetto o scherzetto" ma deve averla pensata perché, stasera, appena sceso dal radiobus, mi sono avviato verso casa, che era dieci metri più in là. avevo le timberland...scarpe di fiducia che mi proteggono dalla pioggia. non sgarrano mai. non fanno entrare nemmeno una goccia e mantengono il calzino asciutto e pulito.
ecco. se amate le timberland fate bene ma non fidatevi mai troppo del loro appoggio. appena salito sul marciapiede la suola ha annullato il suo attrito facendomi piombare a terra, direttamente dentro una pozzanghera.

mi sono sentito come un attaccante in area di rigore, atterrato ingiustamente e accusato di simulazione. "stonf" ho fatto, facendo volare schizzi dappertutto.
come quando ero bambino, mi sono rialzato subito, guardandomi intorno e accertandomi che nessuno avesse assistito alla magra figura.

da piccolo non volevo esser visto quando cadevo perché poi le vecchie venivano da me a dirmi "povero piccolo, ti sei fatto male?" e a me già a 3 anni giravano i coglioni...soprattutto perché cadevo spesso.

vabbè, stasera l'italiano l'ho lasciato nella pozzanghera all'altezza di via procaccini numero 35.

ora sono in via procaccini 45, invece. i termosifoni sono caldi.
hans zimmer spara note a raffica e io mi appresto a buttarmi nel letto...con calma.

mi pento di non aver comprato l'ennesima raccolta di racconti di carver. un'altra raccolta che non pensavo esistesse e che voglio a tutti i costi.

ma domani magari, girando per il centro, cederò alla tentazione.