lunedì 13 dicembre 2010

amplesso, complesso e perplesso

l'amplesso, il complesso e l'essere perplesso spesso viaggiano insieme fianco a fianco.

magari non in quest'ordine però è una triade che, per quanto mi riguarda, è inscindibile.
per molti magari si riduce ad un binomio, composto da amplesso e complesso...non necessariamente in quest'ordine.

forse l'essere perplessi riguarda solo me.
prima c'è il complesso, poi l'amplesso e poi, inevitabilmente, rimango perplesso.

non sempre, ma alle volte si.

come l'ultima volta, per esempio. sono rimasto super perplesso.

o come oggi, che ho saputo di un collega morto. 39 anni. infarto.

l'avevo visto a roma due settimane fa esatte.
"corro che devo girare! ci vediamo presto!"

che cazzo corro.

dove
cazzo
corro.

il 2010 fa schifo. penso sia l'anno peggiore del mondo.
peggio anche dell'anno in cui mi sono rotto sopra l'occhio e mi è uscito un botto di sangue...anche perché ero contento di essermi rotto l'occhio e di poter mostrare una cicatrice nuova.

ho mai parlato in codesta sede del mio amore per le cicatrici?
forse no. lo farò di certo in futuro.

sono perplesso (in questa caso, però, senza complesso né amplesso) anche perché mi viene detto che la ragazza di mio fratello sa leggere il futuro.
non nel vero senso della parola...in senso molto generico. cioè, sa dire se sarà o no il momento propizio per fare una determinata cosa.

forse mi sono espresso male. vado con un esempio.

per esempio, appunto:

premessa...mio fratello organizza un capodanno a stoccolma con un suo amico.

svolgimento...ne parla con la ragazza circa un mese fa e lei gli dice che dicembre non è un buon periodo per la svezia.

epilogo...qualche giorno fa scoppia una bomba a stoccolma.

conseguenza...io rimango perplesso e chiedo se posso essere letto e indicato da Aya, la ragazza di mio fratello, appunto.

lei cmq sta imparando da una vecchina. la vecchina di fiducia cui Aya e famiglia si rivolgono ogni qualvolta vogliano sapere se è il momento o no di fare una determinata cosa.
non vedo l'ora di conoscerla quando andrò in giappone.

solitamente, arrivato a questo punto del post mi guardo indietro e mi chiedo perché cazzo continuo a scrivere stronzate e non decido di chiudere questo blog.

poi tale pensiero mi destabilizza. mi dico "adesso no". e saluto "tutti".
notte.

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