domenica 12 dicembre 2010

"l'odio di noi bambini"


vedete quella specie di retina in primo piano nella foto?

è il mio cappello.

"ah ma tu sei uno di quei pirla che si tiene il cappello in casa?"

"si, oggi si".

non l'ho mai fatto in effetti, oggi è la prima volta.
l'ho tenuto per tutto il giorno e penso che non vorrò togliermelo mai più perché è un bel cappello. caldo soprattutto.
viene dal giappone e ho paura che togliendomelo la mia testa possa cominciare a sentire freddo.
inoltre per scattare questa foto da solo mi sono slogato entrambe le spalle quindi evitiamo critiche per favore.

comunque, sebbene sia praticamente invisibile, il soggetto di questa foto non è il mio cappello ma il piatto, quella cosa sfocata appoggiata sul tavolo (ora che vedo bene la foto, è tutto sfocato, ma il piatto lo è di più).

dicevo che il soggetto è il piatto. stasera infatti mi sono prodigato nella cottura di una cosa che non pensavo avrei mai cucinato di mia spontanea volontade. parlasi del cavolfiore.

io odio il cavolfiore per via della sua forma. è brutto. sembra un grosso fungo deforme e bitorzoluto. sembra un porro da asportare. sembra un vegetale pieno di veleno.
in più quando lo fai bollire, puzza.

il fatto è che io ogni tanto soffro di sdoppiamento della personalità. il mio doppio si chiama francesco, come me.
di solito lo tengo incatenato nella cantina del mio io. è una bella cantina, pulita e ordinata. per questo lui non tenta mai di liberarsi, sta lì comodo comodo. mangia quello che voglio io e legge e pensa. ascolta la musica. insomma, si fa i fatti suoi di continuo. ogni tanto però, quando sono più rilassato come oggi, mi fotte. si alza dal divano, apre la finestra molto silenziosamente, si affaccia sul cortile comune tra i due "io" e comincia ad urlare quello che vuole così tanto forte che poi eseguo ogni suo desiderio.

due anni fa, ricordo, si è affacciato mentre l'altro "io" dormiva e ha urlato "voglio la batteriaaaaaaaaa".
e così è stato, ho comprato la batteria elettronica.

dopodiché silenzio.

fino a quest'estate quando ha detto

"voglio l'ukuleleeeeeeeee". e ukulele è stato.

silenzio ancora.

oggi pomeriggio, accortomi di non avere praticamente nulla nel frigorifero se non un barattolo di marmellata, mi sono vestito da barbone affamato e sono andato al carrefour che sta proprio sotto casa e che per grazia divina era aperto.

arrivato al reparto verdure sento una finestra che si apre.
non viene oliata da tempo quindi ormai si sente quando viene aperta.

insomma sento questo cigolìo e mi agito un po'. mi chiedo quale richiesta assurda possa mai fare il mio secondo "io"...alla fine l'ukulele gliel'ho comprato solamente a luglio di quest'anno...5 mesi fa...non può già avere altre richieste.

"voglio il cavolfiore con la pastaaaaaaaaaaaaa"

ok. ok. calma.
faccio finta di nulla e tiro dritto per andare verso il reparto "stronzate" del supermercato.

"cavolfiori cavolfiori cavolfiori cavolfiori cavolfiori cavolfiori"

ssshhhhh

mi muovo con disinvoltura tra gli scaffali ignorando ogni richiesta insensata come quella del cavolfiore. cocopops (che finalmente sono tornati sugli scaffali del mio supermercato con mia somma gioia), formaggio, dentifricio, pomodori, panebirraclementinenoci. la voce finalmente tace. non ho sentito richiudere la finestra ma poco importa, non la sento e tanto basta. forse sta fumando e lascia aperto per far cambiare l'aria.

"cavolfiori", leggo sul cartello di fronte a me.
senza che me ne accorgessi mi sono ritrovato davanti allo scaffale del tanto odiato vegetale.
è ovvio che il mio "altro io" deve aver sperimentato nuove tecniche in questi mesi.

per un attimo esulto...lo scaffale è vuoto. la gente ha consumato tutti i cavolfiori.
tutti tranne uno che si nascondeva ben bene tra le zucchine.

non ho scelta, lo prendo. lo peso. lo pago.

insomma tutta questa tiritera per dire che ho fatto la pasta con i cavolfiori stasera.
mi è venuta anche meglio di quanto avessi previsto.

è quella nel piatto che poggia sul tavolo. il pacco di pane sulla destra è il pane finto della mulino bianco...anzi del carrefour...quindi forse ancora più finto.
è pane finto ai cereali e a me piace.

insomma voi non ne capite l'importanza. ma io mi sono cucinato la pasta coi cavolfiori. quella che mia mamma ancora oggi cerca di propormi ogni volta che torno a casa e che io ogni altrettanta volta, seccato, rifiuto urlando "mamma, ma tu sai che a me i cavolfiori non piacciono!".

ecco...oggi potrebbe essere una giornata storica.
se dicessi questo a mia mamma, lei forse potrebbe avere una reazione fuori dal mondo. potrebbe ordinare un bastimento carico carico di c...

"cavolfiori!"
"bravo"

e farmeli mangiare tutti per natale.

quindi io personalmente tacerò. almeno per stasera.

sento che l'altro mio "io" ha richiuso la finestra.
posso stare tranquillo, quindi, che anche lui non parlerà...

almeno per qualche mese...










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