senza ospiti.
senza cagamenti di cazzo se non quelli canonici di mia madre.
"hai freddo? dai ti porto la felpa?"
non ho freddo
"allora te la porto la felpa eh?"
ora sono rilassato. gli ultimi due giorni sono stati pessimi a dir poco.
e il fatto che io sia rilassato a casa con i miei la dice lunga.
il cielo è grigio e l'erba è bianca.
perché c'è più erba questo fine settimana.
non è ancora fitta come quella di un pratino inglese.
ma c'è e sta crescendo.
non che questo sia positivo in assoluto. certo non è nemmeno negativo. è solo un dato di fatto che fa parte degli eventi naturali delle cose.
da piccolo andavo scalzo sull'erba. ora è da tanto che non lo faccio.
forse l'ultima volta è stato su una collinetta veneta, a casa di una persona...o forse in una piscina lì vicino.
in ogni caso dicevo che da piccolo, quando mi sono trasferito nella casa in cui vivono i miei attualmente, l'estate giravo per il giardino scalzo. ma non da subito.
infatti nei primissimi anni, in questa casa l'erba non c'era. c'era solo terra.
negli anni (è stata in effetti una crescita molto lenta) piccoli ciuffetti verdi sono via via comparsi in più punti del terreno. prima lontani, poi sempre più vicini fino ad essere abbastanza.
è proprio quando sono diventati abbastanza che ho cominciato a camminarci sopra.
camminarci,
correre,
giocarci.
non senza rametti e pietruzze che trasformavano in doloroso quello che era un fresco piacere estivo sotto i piedi.
ora l'erba è bianca.
è un'erba speciale, non ci si può camminare sopra. sarebbe contro natura.
è un'erba diversa.
ma anch'essa prima non c'era e ora, pian piano, cresce.
e una nube di cenere ci passa sopra...per ricordarle da dove viene.

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