ieri sono tornato a padova. e tra più o meno sei ore riprenderò un treno per milano. forse otto ore. dipende da quale trovo. sono tornato per trovare mio padre che è rientrato in ospedale per un secondo ciclo. ciclo ciclo ciclo di...mmm...ciclo di, chiamiamolo ciclo di cibo. lui va in ospedale, stremato dalla cucina di mia madre, per mangiare tutto lesso. patate lesse. verdure lesse. carne lessa. stracchino lesso. a lui piacciono un casino, mentre non sopporta la pasta al forno di mia madre. o la pasta col polpo. o la torta salata di ricotta e piselli con pancetta. no no lui ste cose dopo un po' non le regge e quindi decide di andare in ospedale periodicamente per mangiare diversamente. ecco.
dicevo che stasera torno a milano, sperando di riuscire ad evitare il flash mob che hanno organizzato in stazione centrale per san valentino. che festa geniale san valentino. un po' come a capodanno ci si deve per forza divertire, a san valentino bisogna per forza fare gli innamorati. è incredibile.
vabbè fatto sta che ieri, come dicevo, sono tornato a casa e durante la prima parte del viaggio ho trovato tre personaggi che bene o male sono rimasti impressi nella mia mente fino ad oggi.
primo personaggio, la cantante solista:

solitamente, per andare in stazione salgo a moscova. e anche ieri sono salito a moscova, non vedo perchè cambiare soprattutto quando sto per perdere il treno (qualcuno direbbe che quella di perdere il treno è solo una paranoia insensata). fatto sta che con me sale questa tizia. sembra una studentessa. occhialetto, zaino in spalla e giacchetta di pelle (forse finta). poi così all'improvviso urla "buongiorno" e tira fuori un microfono. il trasporto con cui canta una canzone di laura pausini ha dell'incredibile. non poteva non essere immortalata.
bene, arrivo in stazione con mezz'ora di anticipo rispetto alla partenza del treno (la persona che prima mi dava del paranoico in questo caso avrebbe ragione).
vagone sei, posto 28. beh insomma, davanti all'entrata del convoglio trovo questo tizio, il personaggio numero due: l'intellettuale a tutti i costi.

la foto non rende giustizia. ma appena me lo sono trovato davanti volevo tirargli uno schiaffo.
stava leggendo davanti la scaletta del vagone. bloccando il passaggio a tutte le persone, che quindi non potevano salire sul treno. ma dev'essermi rimasto impresso per qualcos'altro. aveva una faccia strana. gli occhi molto staccati tra loro e quel sorrisino che trasuda supponenza pur stando zitto.
il viaggio poi è andato liscio. il lettore irrispettoso me lo son trovato seduto al posto davanti ma il viaggio è andato fin troppo liscio. "inglorious basterds" di tarantino è un capolavoro e quasi mi è dispiaciuto non essere arrivato a padova in ritardo.
comunque quando torno a milano, sull'autobus 43 spero di trovare lei.
era bellissima. o bellissima. tremava un po' per il freddo e si guardava intorno.
cercava qualcosa. si faceva accarezzare ma senza troppo trasporto.
ho pensato fosse strano ma poi ho capito il perchè. passati davanti al parco sempione s'è messaa piangere e a guardare la padrona.
lei stava cercando il parco. voleva andare a fare una passeggiata...ma come fanno i cani a riconoscere parco sempione?
ne sono rimasto sconvolto e mi sono rattristato quando la vecchia padrona le ha detto "no, adesso dobbiamo andare dalla nonna, niente parco".
le avrei voluto dire che potevo portarla io al parco. che avrei potuto passarci io la giornata assieme e che poi, nel tardo pomeriggio l'avrei portata a casa, o dalla nonna, nel caso il pranzo si fosse dilungato in chiacchiere. magari mi avrebbe potuto offrire un caffè come ringraziamento...e un dolcetto...

...ma ho dovuto prendere il treno e andare subito in ospedale.
mio padre aveva finito di mangiare ormai da due ore. estasiato da quella cucina così sopraffina e gustosa. estasiato come lo era il suo compagno di stanza e come lo è tutto il reparto.
"hanno cambiato il colore dei grembiuli", gli ho detto, riferendomi a quelli che noi visitatori dobbiamo indossare per entrare nelle stanze dei pazienti.
lui ha annuito e ha detto che così sono più belli.

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