domenica 18 luglio 2010

fly

fly inteso come mosca, sia chiaro.
non come volare.
perché qui pare che gli insetti ce l'abbiano con me.

prima le ormai care e banali zanzare.
poi lo scarafaggio cui ho fatto la pelle.
ora la mosca. a casa dei miei la mosca. grande come uno scarafaggio ovviamente.
è tutto il giorno che sbatte contro la lampada giù in taverna.
mi si è anche avvicinata e mi son venuti i brividi. era davvero grossa e quelle mosche grosse da piccolo mi hanno morso più volte.
quelle piccole invece no.
quelle piccole mi piacevano perché mi facevano il solletico quando passavo le estati da mio nonno in puglia. avevo i miei sandaletti, ero piccolo, e mi si appoggiavano sul piede e camminavano facendomi il solletico. e mi facevano ridere perché sfregavano di continuo le zampe...mi sembravano così tanto simili agli uomini...

poi arrivava mio nonno, le uccideva e faceva finta di mangiarsele...fine della storia.

e ora, coincidenza delle coincidenze, ho appena finito di vedere una puntata di una serie tv in cui il protagonista deve tentare in tutti i modi di uccidere una mosca. non è la trama di tutto il serial ovviamente, sarebbe un po' noioso. tutta la storia gravita attorno a lui e alla sua attività di spacciatore. ma questa puntata aveva come tema la mosca.

verso la fine della puntata, poi, il protagonista dice che ci sono stati tanti momenti perfetti nella sua vita...ma lui li ha sfiorati tutti.

bello. lo dico senza ironia.

stanotte invece ho fatto un sogno meno bello. brutto anzi. ho sognato che ero non so dove, un luogo chiuso comunque. forse un ospedale, anche se un po' rustico. e su una panchina c'era la mia testa. senza faccia, solo la scatola cranica. aperta. per la precisione, la mia scatola cranica era contemporaneamente anche sulle mie spalle. si trovava però anche su quella panchina. magari era una proiezione però era lì. la proiezione della mia testa su una panchina o ripiano...aperta in due. a metà come se fosse una sezione. e dentro c'erano tante palle rosse. sembravano più delle uova...ma comunque rosse. tante. come tanti cervelli ma uova è più corretto. dopo qualche secondo queste uova cominciavano a rompersi e a diffondere nell'aria altre uova, molto più piccole stavolta. della grandezza delle uova di lompo. o di mosca...

immagino voi non abbiate mai visto una mosca deporre le uova...dal vivo intendo...io volevo vomitare quando l'ho visto. giuro. ma mi son trattenuto.

dicevo del sogno...esplodevano le uova grandi rilasciando quelle piccole che nel frattempo mi schizzavano in faccia. schifato protestavo...fine del sogno. brividi.

brividi che spero di non rivivere domani mattina tornando a milano e incappando magari in un qualche essere femminile che per fare un po' l'intellettuale tira fuori l'ultimo capolavoro di ken follet. non sono snob io, ci mancherebbe. non l'ho mai nemmeno letto, ken follet. ma uno il cui nome sembra scritto come il logo di Scientology secondo me ha dei problemi.

...comunque credo che questo sia il post più inutile che abbia mai concepito...a questo punto spero solo che, nel caso vi dovesse capitare di leggerlo all'ora di pranzo, provochi in voi della nausea.

bacini.


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