mercoledì 1 settembre 2010

Se hai bisogno, chiama


È più o meno la frase che ci siamo detti in famiglia praticamente ogni
giorno di agosto prima del turno di notte.

Ieri è stata una giornata felice. Mi son sentito felice a prendere il treno
per milano. Forse è brutto da dire ma appena salito sul bus che mi ha
portato in stazione mi sono sentito felice. Come se fossi lì lì per partire
per le vacanze. Mi sentivo come in partenza per un viaggio lontano.
Milano.
L'arrivo in città è stato perfetto: poca gente, strade grandi e quel
freddino che mi faceva sentire più a mio agio con la mia bianca
abbronzatura...quasi fossero gli abbronzati ad essere fuori posto in un
periodo in cui, avvolti nelle loro felpe colorate e indossando degli inutili
mocassini con pantaloncino corto, solitamente tentano di illudere
l'osservatore di aver attraccato il proprio panfilo in piazza duomo. Se ho
il colletto della polo che mi esce da sotto al maglioncino tanto meglio. E
dev'essere verde acqua.

Dicevo che sono tornato e mi sono sentito subito meglio.

Arrivato a casa poi non ne parliamo. L'estasi. Il cibo preso dal turco
vicino casa ben si sposava con l'ordine in cui regnava la mia cucina. Ordine
di cui mi ero scordato....nel senso che la prima settimana di agosto ero
tornato a milano per pulire casa ma una volta aperta la porta ieri mi ero
dimenticato di aver fatto un così certosino lavoro da massaia. E questo mi
ha stupito non poco. Mi sono stupito da solo e sempre da solo mi sono goduto
i cibi comprati.

L' origine di questa felicità però parte tutta da lì...dal libro preso a
padova...non pensavo esistesse...credevo di averli letti tutti e invece
no...spunta un elemento indesiderato...lo caccio ma lui è lì che mi guarda e
lo compro...felice come una pasqua...

Dopo aver mangiato ho fumato e mi son rilassato.
Ho letto e poi intorno a mezzanotte mi ha chiamato mia madre. Mi ha chiesto
un paio di consigli sulla posizione della testa mentre dorme.

Glieli ho dati. E poi se hai bisogno, chiama...questo le ho detto...e un po'
mi son sentito in colpa perché non avrei voluto copiare.

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