se ci fosse una qualsiasi donna ad aspettarmi sotto al piumone, a casa, questa pioggia sarebbe il tempo perfetto in realtà...ma siccome a casa ci sono solo scarpe e vestiti buttati in giro, allora dico che c'è un tempo di merda.
sono stato a cena da amici stasera. da amici di pordenone e dintorni.
e dopo un'avvincente partita a trivial pursuit genius edition, resa più difficile da 4 bottiglie di vino rosso scolate in amicizia, ho deciso di tornare a casa col mitico radiobus, pilotato da un tizio di bari che a dire il vero aveva più l'accento di acquaviva delle fonti che di "bari palese" come diceva lui.
ora, lasciamo perdere il fatto di aver aspettato il radiobus per otto minuti netti sotto il diluvio.
lasciamolo perdere perché fortunatamente mi ero portato l'ombrello...oggetto conteso tra il mio amore e il mio odio. amore perché è oggettivamente un oggetto (scusate la ripetizione) molto affascinante, odio perché è scomodo da portare in giro. più scomodo di un cane di sicuro.
il radiobus è una figata perché non lo conosce nessuno..quindi quando decidi di prenderlo ti porta direttamente a casa, come fosse un taxi, ma al prezzo di soli due euro.
se si calcola che la fermata del radiobus è praticamente sotto casa mia allora il vantaggio è assicurato.
tralasciando il mio italiano poco ricercato, volevo dire che da via donatello a via procaccini ci ho messo meno di dieci minuti. guadi stradali compresi.
piove davvero tanto e in alcuni punti per attraversare la strada ci vuole la canoa gonfiabile
facendo una piccola parentesi, aggiungo che l'altro giorno un bambino voleva vendermi delle caramelle di halloween alla modica cifra di 10 euro.
gli ho detto di no, che non le avrei comprate.
lui non mi ha recitato la classica frase del "dolcetto o scherzetto" ma deve averla pensata perché, stasera, appena sceso dal radiobus, mi sono avviato verso casa, che era dieci metri più in là. avevo le timberland...scarpe di fiducia che mi proteggono dalla pioggia. non sgarrano mai. non fanno entrare nemmeno una goccia e mantengono il calzino asciutto e pulito.
ecco. se amate le timberland fate bene ma non fidatevi mai troppo del loro appoggio. appena salito sul marciapiede la suola ha annullato il suo attrito facendomi piombare a terra, direttamente dentro una pozzanghera.
mi sono sentito come un attaccante in area di rigore, atterrato ingiustamente e accusato di simulazione. "stonf" ho fatto, facendo volare schizzi dappertutto.
come quando ero bambino, mi sono rialzato subito, guardandomi intorno e accertandomi che nessuno avesse assistito alla magra figura.
da piccolo non volevo esser visto quando cadevo perché poi le vecchie venivano da me a dirmi "povero piccolo, ti sei fatto male?" e a me già a 3 anni giravano i coglioni...soprattutto perché cadevo spesso.
vabbè, stasera l'italiano l'ho lasciato nella pozzanghera all'altezza di via procaccini numero 35.
ora sono in via procaccini 45, invece. i termosifoni sono caldi.
hans zimmer spara note a raffica e io mi appresto a buttarmi nel letto...con calma.
mi pento di non aver comprato l'ennesima raccolta di racconti di carver. un'altra raccolta che non pensavo esistesse e che voglio a tutti i costi.
ma domani magari, girando per il centro, cederò alla tentazione.
15 commenti:
a milano piove, evvero, e tanto.
però io in giro con il motorino ci vado lo stesso.
poi mi scalderò con uno zucca.
lo conosci, lo zucca?
e, scusami, ma cadere in mezzo a una pozzanghera è una figura di mmerda non da poco.
io avrei riso come un anonimo/a cretino/a.
perdonerai la mia superficialità
certo che conosco lo zucca caro/a anonimo/a, per chi mi hai preso?
proprio ieri ne ho bevuto uno e riflettevo che non lo bevevo da luglio scorso.
è sempre molto buono, lo zucca.
riguardo alla pozzanghera e alla mia caduta, era tardi, era buio e io ero solo. confido nel fatto che nessuno mi abbia visto anche perché sì, sarebbe stata una vista spassosissima.
ho omesso di dire che sono caduto tra le autovetture parcheggiate quindi un ipotetico spettatore posizionato dall'altra parte della strada avrebbe visto la mia sagoma sparire letteralmente dietro le macchine nel più comico dei modi.
(ometto di trascrivere l'imprecazione che ne è seguita, essendo poco adatta ad orecchie deboli di cuore).
la pioggia mi blocca a casa e il libro non potrò comprarlo.
però più tardi mi scalderò con un trancio di pizza di mastro giuliano...lo conosci tu, giuliano?
lo conosco, sì, mastro giu(g)liano.
fa la pizza molto buona.
certo, non così buona come da un'altra parte.
però molto buona, certo.
prima ho accompagnato i miei capelli arancio a prendere un aperitivo in un posto vicino a giu(g)liano.
era molto molto tempo che non ci andavo.
spero che la pizza non le sia rimasta sullo stomaco.
comunque sappia che anche io dovevo prendere n libro e non l'ho comprato.
e che forse prima ho visto una persona che assomigliava a lei,ma forse no.
ecco.
mi scusi, sono un anonimo/a ubriaco/a
ah buonasera.
e che libro avrebbe dovuto prendere lei, che non ha preso?
purtroppo la pizza del mastro giuliano non l'ho potuta mangiare. dimentico sempre che giuliano è un ateo convinto e quindi il suo giorno di risposo non è la domenica bensì il lunedì...mi rivolgerò ai suoi servigi e alla sua pizza tra le migliori di milano un'altra sera.
ho ripiegato su un piatto sperimentale di mia invenzione e dal peso specifico di un 125 con serbatoio pieno.
credo di conoscere il posto dove servono aperitivi vicino a giuliano...è un posto dove vado molto spesso ma quella persona che crede di aver visto non posso essere stato io...non stasera almeno.
ma lei e i suoi capelli andate ad ubriacarvi da soli la sera?
ah...il piatto sperimentale era composto da:
patate
cipolla
tonno e
fagioli.
ok, non troppo sperimentale detto così...ma le assicuro che la cottura ha reso tutto molto originale.
così.
credo che il signor zucca sia imparentato con il suo mastro giuliano, visto che anche lui tiene chiuso il lunedì.
quindi i miei capelli mi hanno espressamente chiesto di portarli in quel posto lì, che lei sa.
a loro piace molto che io li porti a bere da soli.
ieri però hanno voluto che i capelli di un'amica li accompagnassero.
quindi no, non erano soli.
eppure erano convinti di averla vista..stavo fumando e mi hanno detto loconosciamoloconosciamoohohoh.
il libro che non ho preso è uno della saga del signor malaussène, di pennac. è il quarto di fila che leggo. glielo consiglio, caldamente.
il piatto sperimentale secondo me era molto buono.
scommetto che ha cotto le patate, che però sono rimaste un po' crude, quindi ha deciso di saltare i fagiolotti in padella con la cipolla.
uuuuuuuuhm.
le auguro una buona settimana.
a(r)rivederci.
volevo anche aggiungere che in quel posto lì che conosce anche lei non mi stanno più tanto simpatici.
non si può far pagare 7 euro e 50 centesimo un (cazzo di) bicchiere di vino.
non si può.
Buongiorno...
Mi tocca rispondere per punti vedo...
Il primo è per complimentarmi per il suo intuito da chef. È andata esattamente come dice lei...tranne che per un passaggio, quello delle patate. Le patate non erano crude e i fagiolotti (che in realtà erano dei fagiolettini) facevano parte della ricetta fin dall'inizio...non sono stati un ripiego. A parte questi dettagli (che se avesse imbroccato, la cosa avrebbe avuto del soprannaturale) il resto è tutto corretto.
Il secondo punto è per dirle che sono contento le piaccia il signor pennac. A suo tempo ricordo nitidamente di averlo più volte consigliato ad una persona che aveva l'abitudine di cambiare spesso capelli. Di tutta risposta questa persona mi disse senza diritti di replica che pennac le faceva cagare. Come sospettavo, questa persona non l'aveva mai letto...ah!
Il terzo punto è per dirle che i suoi capelli fanno dei versi strani...se fossi stato io per davvero li avrei sentiti senza dubbio. O chissà, forse ero sovrappensiero.
4 - Quel posto che conosco è bello ma sono costretto a darle ragione...7.50 per un tocai rosso della cantina So San, per quanto sia col tempo diventato il mio vino preferito, sono una esagerazione.
Procediamo col quinto. Ho scritto una storia brevissima di un piccolo orsetto lavatore che accudisce un orso bruno. Non la pubblicherò qui ma avrà modo di leggerla se presterà la dovuta attenzione.
Infine il sesto punto...che non c'è perché l'ho scordato. La necropolitana è una cattiva consigliera.
Faccia un buon lavoro.
mi permetta molto velocemente di aggiungere che il termine 'fagiolotti' va qui inteso nell'accezione di fagioli scuri, non i fagioli bianchi per capirsi.
comunque vedo chiaramente una pentola con della cipolla che soffrigge in olio preso da una tanica di alluminio (un po' troppo, forse, per i miei gusti) e dei fagioli (etti, otti, li chiami come vuole) che fanno la crosticina.
io ci avrei messo della salvia, ma sa com'è, gusto personale.
se mi permette, alla fine, le consiglio il passato di zucca col riso nero. è di una bontà squisita ed è molto semplice.
soffritto con rosmarino e cipolla, zucca a tocchetti, si aggiunge un po' più di mezzo litro d'acqua calda, si fa cuocere e si frulla.
a parte si cuoce del riso nero.
poi si versa la zuppa e in mezzo si mette il riso.
ma mi scusi, non volevo interferire con la sua cucina.
mi lasci chiudere dicendo che pennac l'avevo letto, ma avendo iniziato da un libro che non era il primo della saga non mi era piaciuto.
sono stata spiegata?
ecco.
buon lavoro allei.
la sua ricetta mi ispira e penso la proverò anche se la zucca è una di quelle cose che non ho mai comprato e che un po' temo.
anche perché una volta comprata bisogna sbucciarla e io ho paura che i semi mi esplodano in faccia.
ma lasci perdere le mie turbe...proverò cominque a seguire il suo consiglio culinario e mi perdoni se sono stato pignolo, ho frainteso il suo modo di chiamare i fagioli. inoltre mi spaventa la sua precisione. i fagioli erano effettivamente scuri e l'olio un tempo lo tenevo davvero in un contenitore di latta.
quell'olio, però è finito, purtroppo...ho quindi dovuto ripiegare sull'olio d'oliva grezzo del carrefour che comunque fa il suo sporco lavoro molto bene.
rimane il fatto che lei mi spaventa.
ma signore ma no!!!i semi della zucca vanno prima tolti col cucchiaio, e poi si sbuccia.
deve tagliarla a tocchetti piiiiiiiccoli, mi raccomando.
ma se va dal fruttivendolo, nel caso in cui ne avesse uno sotto casa, potrebbe anche trovarla già tagliata.
prima la deve far soffriggere un po'.
dimenticavo che il soffritto non si deve fare con la cipolla, bensì con i porri.
due o tre, a seconda delle quantità.
e il riso nero deve cuocere 40 minuti almeno.
stasera io proverò un esperimento: mele cotte al forno con la crema.
ma basta, sto monopolizzando il suo spazio virtuale di blogger.
magari la trovassi già tagliata a tocchetti, sarebbe un sogno per me...
e il riso nero? perché è nero?
e comunque mi perdoni se mi permetto...ma...le mele cotte con la crema sono praticamente una torta di mele o erro?
spero che l'esperimento riesca bene...
e spero che almeno sia chantilly...la crema dico...
il riso nero è il riso venere.
http://www.risovenere.it/storia.php?l=it
è molto buono.
e come tutte le cose buone costa un sacco di soldi :)
lo provi, comunque.
quella di stasera non è una torta, si sbaglia.
faccio le mele cotte, faccio la crema pasticcera, poi metto le mele sotto la crema sopra con un po' di zucchero e passo tutto in forno.
è un esperimento..
mmm sta diventando tutto sempre più complicato...
entro la settimana ci proverò, comunque, tento di prometterlo.
un dettagliato resoconto comparirà su questo misero blog che mai ha trovato una sua specifica linea editoriale...
...a meno che quella delle cazzate non possa essere registrata come "specifica linea editoriale".
mi sembra il momento più adatto questo, per augurarle un buon ricco pranzo.
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