martedì 19 gennaio 2010

la necessità di premere i bottoni

partire da casa ben prima dell'alba, quando è ancora notte fonda e andare a piedi fino alla stazione del bus ti fa pensare.
aspettarlo, maneggiare l'ipod, guardare fuori dal finestrino, arrivare in stazione e aspettare di nuovo, diciamo che ti fa pensare ancora di più.
nello specifico, offrire del tabacco a un immigrato clandestino (oggigiorno se non sono clandestini non sono nemmeno considerati immigrati), mi ha fatto riflettere su quanto importante sia per noi (genere umano) premere dei bottoni. che sia per necessità, per lavoro o semplicemente per diletto, passiamo la nostra giornata a premere dei pulsanti. ecco perchè io non memorizzo i nomi delle canzoni. perchè premo sempre il tasto "avanti". da casa alla stazione, di continuo, tranne in alcuni casi, dei quali solo due da ricordare.
dopo aver ingurgitato il "già" secondo caffè della giornata con conseguente rollaggio di sigaretta, il contatore dell'ipod segnava 332 canzoni "ascoltate".

"brutta"

click

"brutta"

click

"brutta"

click

"bella"

click lo stesso, salvo poi tornare sui miei passi per immergermi in questo pensiero:

"se abbiamo un tasto a portata di dito, dobbiamo necessariamente premerlo".

perdonate la condivisione con voi delle mie riflessioni ma, almeno a me, questo pensiero ha cambiato la giornata.

Vado verso milano ora. le uniche due canzoni che ho veramente memorizzato tra quelle 332 sono

"weird fishes" dei radiohead e "waterloo sunset" dei kinks.

il treno è arrivato tardi di 10 minuti. ma ormai non viene nemmeno più segnalato sul tabellone di dovere.
a qualcuno forse non va di premere il pulsante adepto a tale funzione.

spero solo che ascolti buona musica, almeno...e che si ricordi i titoli delle canzoni.

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